Alzi la mano a chi non è mai successo: parlate con qualcuno di un viaggio o di un oggetto in particolare e, poco dopo, iniziate a vedere pubblicità mirate su quello specifico argomento. Una coincidenza? Spesso la sensazione è inquietante e porta a porsi la domanda fatidica: il telefono mi sta ascoltando?
Apple, Google e le altre aziende del settore negano di registrare attivamente le conversazioni per scopi pubblicitari, ma la realtà è un po’ più sfumata. Gli smartphone infatti ascoltano in determinate circostanze e i sistemi di pubblicità mirata sono talmente sofisticati da sembrare quasi telepatici.
In questo articolo vi spieghiamo quando il telefono ascolta davvero e come fare un test per capire se qualcosa non torna.
Il collo di bottiglia
Chiariamo prima di tutto una cosa: il telefono ha diversi microfoni e telecamere, e sebbene queste ultime si possono facilmente oscurare (basta del nastro-carta), coi microfoni non c’è un modo efficace per tapparli dal punto di vista hardware.
Di conseguenza non possiamo fisicamente impedire al telefono di registrare voci, suoni e rumori durante la nostra giornata. Per di più la qualità costruttiva di questi componenti oggi è talmente alta che infilare il telefono in tasca o in borsa non gli impedisce di captare il tutto abbastanza nitidamente.
Non ci credete? fate una prova semplicissima: aprite l’app Memo vocali, avviate la registrazione e mettetelo in tasca, quindi provate a dire qualcosa (magari modulate anche la voce passando dal sussurro a un volume normale fino al grido), poi riprendete il telefono, interrompete la registrazione e riascoltatela.
Quando lo smartphone ci ascolta per davvero, e perché
Detto questo, c’è almeno una situazione in cui questi microfoni sono autorizzati a registrarci quando non stiamo utilizzando il telefono. Gli assistenti vocali come Siri, Google Assistant e Alexa sono infatti costantemente in ascolto della parola di attivazione (Ehi Siri, Ok Google, Alexa).
I produttori affermano che questo ascolto avviene localmente sul dispositivo e che l’audio viene inviato ai server solo dopo l’attivazione. Tuttavia il problema nasce dai falsi positivi: a volte una frase normale può essere interpretata come parola chiave, facendo partire involontariamente la registrazione.
Non dimentichiamoci infine che molte app hanno accesso al microfono per motivi legittimi (chiamate, messaggi vocali, video) ma non tutte ne fanno un uso trasparente.
Come scoprire se il telefono ci ascolta
Tornando all’esempio con cui abbiamo aperto questo discorso, se sul vostro telefono sono apparse pubblicità affini ai vostri recenti argomenti di discussione, mettetelo alla prova con un semplicissimo test.
Pensate a un tema che non abbia nulla a che fare con le vostre abitudini online. Dev’essere qualcosa che non avete mai cercato, letto o scritto sul telefono. Qualcosa di insolito ma credibile come “calzini a pois” o “inchiostri per stilografiche” (questi due esempi, datosi che li avete appena letti scorrendo questa pagina, vanno chiaramente esclusi).
L’importante è che nessuno in casa o tra i vostri contatti abbia interessi simili a ciò che sceglierete, perché la pubblicità basata sulla posizione o sui contatti potrebbe falsare il risultato.
Una volta che avete individuato l’argomento perfetto, parlatene ad alta voce vicino al telefono per qualche giorno e in momenti diversi delle giornate. Fatelo anche quando lo schermo è spento e il telefono è apparentemente inattivo. E non disattivate gli assistenti vocali perché in teoria non dovrebbero registrare nulla senza parola chiave.
Soprattutto, non digitate, non cercate e non cliccate nulla relativo all’argomento. Anche una sola ricerca renderebbe inutile questo test.
Nei giorni successivi tenete d’occhio le pubblicità che compaiono su Google, sui social network e nei banner delle app gratuite. Se iniziano ad apparire annunci coerenti con ciò che avete solo detto a voce, allora il sospetto si concretizza.
Va detto comunque che questo non è un test scientifico, ma se parlate di un argomento davvero insolito e qualche giorno dopo compaiono annunci mirati senza che alcuna interazione online, allora l’ipotesi più plausibile è che il telefono vi abbia ascoltato.
Come proteggersi
In quel caso è consigliabile intervenire sulle impostazioni di privacy e vedere se il problema si risolve.
Siri
Per prima cosa, spegnete l’attivazione vocale degli assistenti vocali. Nel caso di Siri, andate su Impostazioni > Siri > Parla con Siri e spostate su No la spunta che si trova su “Ehi Siri”.
Disattivate anche l’interruttore Usa Siri quando bloccato nella schermata precedente per impedire all’assistente vocale di funzionare quando non state usando il telefono.
Eventualmente accedete anche alla sezione Cronologia di Siri e Dettatura e poi cliccate sull’omonimo pulsante rosso per eliminare tutte le trascrizioni registrate dal telefono.
Microfono
Controllate poi quali applicazioni hanno accesso al microfono e revocate i permessi che non ritenete necessari. Sempre prendendo come esempio l’iPhone, l’elenco si trova in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Microfono.
Valutate di revocare i permessi anche alle applicazioni che possono usare la fotocamera accedendo all’omonima sezione presente nel medesimo pannello delle impostazioni.
Potrebbe valere la pena anche dare un’occhiata a quali applicazioni e servizi accedono a Bluetooth, Localizzazione, Riconoscimento vocale e Dati di sensori e utilizzo di Ricerca dalle omonime sezioni.
Tracciamento
Disattivate poi la personalizzazione degli annunci pubblicitari in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Pubblicità Apple spegnendo l’interruttore Annunci personalizzati.
Tornate indietro e recatevi anche in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento per spegnere l’interruttore alla voce Richiesta tracciamento attività per impedire alle applicazioni di tenere traccia delle attività che si svolgono nelle app e sui siti web.
Spegnete anche tutti gli interruttori in Analisi e miglioramenti. Non eliminerete del tutto il tracciamento, ma quantomeno ridurrete drasticamente la quantità di informazioni che lo smartphone raccoglie sulla vostra vita offline.
Occhio al puntino
Dopo aver fatto questo, riavviate il telefono e quando lo userete nei giorni a venire fate caso all’eventuale presenza di un puntino verde o arancione in alto a destra. Telefoni come iPhone o gli Android più moderni lo mostrano quando il microfono (arancione) o la fotocamera (verde) sono attivi.
Se li vedete comparire senza un valido motivo, ovvero se non state usando la fotocamera o un’app di registrazione vocale, indagate subito aprendo il Centro di Controllo: in alto vedrete il nome dell’app o del servizio che stanno attualmente usando uno di questi componenti.
Bonus: alleggerire l’account Google
Un’altra cosa che potete fare è cancellare tutta la vostra attività online collegata al vostro profilo Google e disattivarne il tracciamento in futuro. Anche qui non c’è la certezza automatica che non verrete più monitorati, ma è un buon punto di partenza per limitare i danni. Per sapere come fare vi rimandiamo alla nostra specifica guida sull’argomento.
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