Con task ad alta intensità che obbligano il SOC a o lavora al massimo regime, sui MacBook Pro con chip M4 Max non è impossibile raggiungere picchi termini, notare un innalzamento delle temperature e sentire le ventole. In determinate condizioni, ad esempio sfruttando a pieno la GPU per tutta una serie di calcoli legati al machine learning o lavorando con applicazioni che sfruttando in modo intensivo a CPU, la zona sopra la tastiera può diventare molto calda e le ventole interne di attivano iniziano a girare arrivando, dopo alcuni minuti a basso regime, ad un regime di rotazione sostenuto: è assolutamente normale e i picchi di temperature raggiunti sono decisamente inferiori a quelli di vari portatili del mondo PC.
Come si comporta il MacBook Pro M5 Max? La CPU in questione beneficia della una nuova architettura Fusion progettata da Apple Il design combina due die in un unico System on Chip (SoC) che include CPU, GPU, Media Engine, controller di memoria unificata, Neural Engine e tecnologia Thunderbolt 5.
M5 Pro e M5 Max vantano una CPU 18-core con una nuova architettura, senza dubbio l’evoluzione più significativa di questa generazione. Questa prevede sei core, ora chiamati super core; a questi si aggiungono 12 performance core ottimizzati per ridurre i consumi nei flussi di lavoro multi-thread.
Oltre a garantire migliorie in termini di prestazioni, l’architettura di Apple evidenzia migliorie anche in termini di efficienza.
MacBook Pro M5 Max sotto stress
Lo youtuber Matt Talks Tech ha eseguito dei test i due chip alla griglia su Cinebench: nonostante le frequenze operative riviste al rialzo, l’M5 Max se la cava meglio del suo predecessore. Non solo i punteggi o0ttenuti sono più alti, ma la gestione termica sembra superiore. A pieno carico si guadagnano 8 gradi; può sembrare poca cosa ma guadagnare 8 °C sul processore e quasi 3 °C sul telaio non è trascurabile per il comfort d’uso. I risultati sono probabilmente merito del processo litografico con cui vengono incisi i transistor sul SoC, n grado di contenere l’aumento della temperatura nonostante l’aggiunta di core supplementari.
Il filmato mostra anche che l’attuale sistema di dissipazione dovrà per forza evolvere in futuro. SI vocifera di un design termico del tutto nuovo con l’arrivo dei chip M6; sono circolate voci di un iPad con chip M6 e camera di vapore come quella vista su iPhone 17 Pro (elemento che sfrutta acqua deionizzata -sigillata all’interno – per allontanare il calore dal chip A19 Pro, che può così garantire prestazioni elevate), un “trucco” che Cupertino potrebbe decidere di adottare anche su futuri MacBook Pro.













