Apple e Unione europea tornano a parlarsi direttamente. Questa volta non per il Digital Markets Act o per le limitazioni che, secondo Cupertino, le regole europee stanno imponendo allo sviluppo e al lancio di alcune funzioni di Siri AI, ma su un terreno sul quale le posizioni sembrano molto più vicine: la protezione dei minori online.
A New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Tim Cook ha incontrato Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea ha parlato di colloqui «proficui» sul nuovo EU Kids Act e sulla necessità di rafforzare privacy e sicurezza dei bambini nell’uso dei servizi digitali.
L’incontro ha però anche un altro significato per Apple. Cook non è più amministratore delegato dell’azienda: dal 1° settembre il CEO è John Ternus, mentre Cook è diventato Executive Chair del consiglio di amministrazione. Apple aveva spiegato che tra i compiti affidati al suo storico numero uno ci sarebbe stato proprio quello di mantenere i rapporti con governi e decisori politici di tutto il mondo. Il faccia a faccia con von der Leyen mostra ora concretamente quale sarà una parte importante del suo nuovo ruolo.
Pochi giorni prima Cook aveva incontrato anche il primo ministro australiano Anthony Albanese a Cupertino, ancora una volta per discutere di sicurezza dei minori e nuove tecnologie. L’Australia è stata la prima nazione a introdurre un divieto di accesso ai social network per gli under 16 e proprio quell’esperienza è diventata uno dei riferimenti del dibattito internazionale.
Il Kids Act e la stretta sui social per i minori
Il colloquio con von der Leyen arriva pochi giorni dopo la presentazione dell’EU Kids Act, con cui Bruxelles vuole ridisegnare le regole di accesso dei minori ai social network e imporre maggiori obblighi di sicurezza alle piattaforme.
Il testo prevede in particolare di vietare i social ai minori di 13 anni e di riservare la creazione autonoma di un account ai maggiori di 15 anni. Tra i 13 e i 15 anni l’accesso dovrebbe invece passare attraverso strumenti di controllo parentale e account gestiti dagli adulti.
Sono inoltre previsti profili privati per impostazione predefinita e videocamera, microfono e geolocalizzazione disattivati, oltre a sistemi di verifica dell’età per servizi online e App Store progettati per limitare la raccolta di documenti di identità e dati biometrici.
Von der Leyen ha spiegato dopo l’incontro che con Cook c’è accordo sull’importanza di proteggere privacy e sicurezza dei bambini e di fornire ai genitori strumenti adeguati per controllare l’esperienza digitale dei figli.
Il terreno è quindi molto diverso da quello sul quale Apple e Commissione europea continuano a confrontarsi duramente. Sul DMA Cupertino sostiene da tempo che alcuni obblighi imposti dall’Unione europea rendano più difficile introdurre determinate funzioni mantenendo gli standard di privacy e sicurezza dell’azienda, un confronto che coinvolge anche il futuro di Siri e delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Proprio per questo l’incontro di New York è significativo: mostra che, mentre il confronto regolatorio prosegue, Apple e Bruxelles continuano a cercare terreni sui quali collaborare. E Cook, lasciata la guida operativa dell’azienda a John Ternus, sembra destinato a diventare sempre più il volto di Apple in questo dialogo politico e istituzionale.












