Perdere Apple come cliente può costare carissimo. Lo dimostra il caso di Varta, storico produttore tedesco delle batterie utilizzate negli AirPods Pro, che ha presentato quattro istanze di insolvenza dopo il mancato rinnovo di un contratto con Cupertino.
Quattro società in insolvenza
Lo riferisce Reuters, spiegando che le procedure di insolvenza riguardano quattro società del gruppo Varta. Tra le conseguenze più immediate c’è il possibile stop dello stabilimento di Nördlingen, in Baviera, dove lavorano circa 350 dipendenti.
Fondata nel 1887, Varta era considerata uno dei principali produttori europei di batterie. Negli ultimi anni aveva però accumulato forti difficoltà finanziarie e la perdita del contratto con Apple ha ulteriormente aggravato la situazione, inducendo i creditori a chiedere il rimborso immediato dei finanziamenti.

Le batterie degli AirPods Pro
Varta non produceva semplici pile. L’azienda realizzava per Apple le CoinPower, microbatterie ricaricabili agli ioni di litio progettate per gli AirPods Pro.
Si tratta di componenti estremamente complessi da realizzare: hanno dimensioni simili a quelle di una pila a bottone, ma offrono un’elevata densità energetica e sono progettati per sfruttare al massimo lo spazio disponibile all’interno degli auricolari.
La produzione avveniva seguendo specifiche sviluppate insieme ad Apple, che detiene gran parte della proprietà intellettuale del progetto. Per soddisfare le richieste di Cupertino, Varta aveva investito decine di milioni di euro in linee produttive altamente specializzate nello stabilimento bavarese.
Quando Apple cambia fornitore
La scorsa primavera Apple avrebbe deciso di trasferire la produzione delle microbatterie a fornitori cinesi in grado di offrire capacità produttive analoghe a costi inferiori.
Per Varta questo si è trasformato in un problema enorme. Le linee produttive dedicate alle CoinPower erano state sviluppate quasi esclusivamente per Apple e non potevano essere riconvertite rapidamente verso altri clienti, lasciando l’azienda senza uno dei suoi contratti più importanti.
Secondo Reuters, ora il gruppo rischia uno smembramento delle attività. I creditori sarebbero interessati al business delle batterie domestiche, mentre l’investitore austriaco Michael Tojner avrebbe manifestato interesse per la divisione delle microbatterie.












