I videogiochi hanno un’anima: il video che commuove e convince tutti

Una distrazione, puro divertimento se non dannosi: molto si dice dei videogiochi ma un video dimostra che hanno un’anima e possono essere una esperienza spirituale. Preparate i fazzoletti

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I videogiochi sono da sempre considerati puro intrattenimento nel migliore dei casi, se non addirittura dannosi o pericolosi da varie associazioni di genitori USA pronti ad emettere sentenze che sembrano provenire da un’altra epoca. Ma la storia raccontata da un utente YouTube, in un commento che rischiava di essere inghiottito nel marasma del web, dimostra che anche i videogiochi hanno un’anima e possono diventare addirittura un’esperienza spirituale.

Il racconto è breve ma è in grado di commuovere e convincere tutti, anche i più scettici in materia: forse farà cambiare idea anche ad alcuni membri delle associazioni sempre pronte a condannare i videogiochi. L’utente che si firma 00WARTHERAPY00 racconta che all’età di 4 anni sua padre gli regalò la prima Xbox massiccia e squadrata. I due hanno trascorso un sacco di tempo giocando a tonnellate di giochi insieme in doppio, ma questo è durato solo fino alla morte del padre, scomparso quando il protagonista aveva solamente 6 anni. Da quel momento il ragazzo non è più riuscito a giocare alla Xbox, console che non è stata toccata per i 10 anni successivi.

Alla prima accensione, quando il bimbo è ormai un ragazzo di 16 anni, nota uno strano dettaglio giocando a Rally Sport Challenge, il gioco più gettonato da lui e suo padre. Nelle gare sullo schermo è comparso il ghost, letteralmente fantasma, l’auto visualizzata in colori grigi e trasparenti che mostra ogni movimento e manovra effettuati dal padre, il suo ultimo record rimasto memorizzato nella console. Il ragazzo gioca e rigioca alle corse in auto, sempre all’inseguimento del ghost, migliorando tempi e giri, fino a quando riesce finalmente a superarlo ma, appena prima del traguardo, frena all’improvviso e si lascia superare ancora una volta dal fantasma. Solo così evita di cancellare il record di suo padre.

Questa storia di poche righe ha scatenato un’ondata di risposte e commenti commossi in rete. E per fortuna è stata letta da John Wikstrom che ne ha realizzato una versione filmata: il video YouTube intitolato Player Two che riportiamo in questo articolo.

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