Bill Ready, il CEO di Pinterest, chiede ai governi nazionali il ben dai social media agli utenti che hanno meno di 16 anni.
L’indicazione è riportata in un articolo di opinione su Time dove Ready inviata a questo approccio armonizzato, tenendo conto che varie nazioni hanno già iniziato a implementare o prendere in considerazione modalità per limitare la presenza dei minori online e verificare l’età per accedere a contenuti online riservati agli adulti.
Ready è uno dei pochi CEO delle grandi aziende del mondo IT a chiedere restrizioni in un momento nel quale, come accennato, varie nazioni si sono mosse o si stanno muovendo per vietare i social agli under 15.
“Esperimento sociale fuori controllo”
Il CEO di Pinterest scrive che i ragazzi stanno vivendo “il più grande esperimento sociale della storia“, essendo stato consentito loro accesso non filtrato alle piattaforme di social media. Varie ricerche hanno sottolineato i danni causati da accessi senza controlli, con i giovani di oggi che evidenziano un aumento dei tassi di depressione, ansia e minore capacità di concentrazione.
Secondo Ready le piattaforme social hanno mostrato “una scarsa lungimiranza” sulle conseguenze che possono avere sui più piccoli; ha elogiato il divieto australiano dei social media per i minori, dichiarando che “se le aziende tecnologiche non sono in grado di tenere conto della priorità alla sicurezza dei giovani, i governi “dovrebbero seguire l’esempio dell’Australia.

Nonostante i limiti ai giovanissimi, Pinterest cresce tra la Gen Z
Il CEO del social per la condivisione di foto e video, ha evidenziato ancora restrizioni e linee guida alle quali sono sottoposti settori come il tabacco e l’alcol, spiegando che si tratta di norme che possono “migliorare, e talvolta salvare, delle vite”. Ready sottolinea che Pinterest ha avuto successo con la Generazione Z anche dopo aver vietato agli utenti sotto i 16 anni l’accesso alle funzionalità social della piattaforma.
“Quando trovano scuse per non agire nel migliore interesse del pubblico, gli amministratori delegati delle aziende tecnologiche sembrano i dirigenti dell’industria del tabacco del XX secolo, che hanno dovuto essere messi alla gogna e citati in giudizio per essere costretti a cedere”, scrive ancora Ready.
Vari esperti interpellati dal comitato, sono concordi nell’affermare che piattaforme quali Facebook sono di dimensioni tali e particolarmente legate a problemi della sicurezza dei minori, da rendere fondamentali controlli maggiori, come quelli ai quali sono sottoposti gli operatori di internet e di telefonia.
Gli articoli sulle principali piattaforme social sono nella sezione dedicata di macitynet.











