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Prossimo smartphone, gli Europei compreranno più Samsung che Apple

In Europa Samsung batte Apple quando si tratta di preferenze sul prossimo telefono da acquistare. È questo uno degli elementi di interesse di una indagine di Kantar World Panel sulle prospettive di crescita del mercato degli smartphone, una ricerca che si focalizza prevalentemente sullo stato di questa nicchia e sulle ragioni che stanno portando al rallentamento delle vendite, ma che offre qualche spunto interessante anche sulla eterna contesa tra i due marchi principali del settore.

Che Samsung ed Apple siano i due brand più conoscuti a livello globale, appare chiaro da tutto il documento stilato da Carolina Milanesi. Dalle ricerche compiute negli USA, EU big 5 (Francia, Regno Unito, Germania, Spagna ed Italia) e Cina, si vede come non esista alcuna competizione tra i coreani e Cupertino da una parte e il resto del lotto dall’altra. Apple e Samsung non sono solo i marchi più conosciuti e desiderati, ma anche quelli che hanno la maggiore capacità di trattenere i propri clienti.

Il dato che meglio fa emergere questo aspetto, giunge dalle prospettive di acquisto del prossimo dispositivo, quindi dalla capacità di essere allettanti per immagini e funzioni. Negli Stati Uniti il 40% di chi pensa di cambiare il telefono nel corso del 2016 dice di voler comprare un iPhone, il 35% un Samsung, in Europa le parti sono invertite con il 37% che pensa di compare un Samsung e il 29% un telefono Apple. Nessuna competizione invece in Cina, un mercato molto diverso dagli altri (con un grande numero di marchi locali e una forte propensione per dispositivi a basso costo), dove Apple è il telefono preferito (33% dei rispondenti) di chi intende cambiare il suo cellulare mentre Samsung è al 18%.

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Un altro aspetto interessante e di respiro più generale che riguarda le prospettive di crescita del mercato è il livello di saturazione, in particolare del mercato di fascia alta. Qui, come spiega Carolina Milanesi, siamo in una sorta di stallo. I dispositivi hanno cominciato ad apparire tutti uguali nel corso degli ultimi anni e il salto da un modello all’altro, anno dopo anno, è stato meno evidente, per questa ragione il ciclo di sostituzione si è rallentato quasi ovunque; solo in Italia tra i principali paesi è in costante trend di decrescita: un telefono veniva sostituito nel 2013 ogni 18,6 mesi, nel 2015 in Italia è stato cambiato quando aveva 17,7 mesi di vita.

Il 2015 potrebbe comunque essere un buon anno per chi intende lanciare un nuovo modello. Negli USA il 46% delle persone intervistate intende cambiare il suo smartphone, in Europa questa percentuale arriva al 48%.

Il vero problema per continuare ad avere una crescita significativa per i produttori, almeno se si guarda all’occidente, deriva dal convincere chi ha un telefono non “smart” a passare ad un dispositivo di questo tipo, ma l’impresa appare molto complicata. Chi ha un telefono tradizionale fatica molto a passare da questo ad uno smarphone per varie ragioni, il fatto che si tratta di un dispositivo considerato inutilmente complicato è un aspetto, ma esiste anche un problema di costi.

In Italia questo problema è particolaremente evidente: solo il 35% di chi ha un cosiddetto “feature phone” è intenzionato a spendere più di 150 euro per comprare uno smartphone (mentre lo farebbe il 52% di chi ha uno smarphone). Questo significa che nel nostro paese è difficile per i grandi marchi convincere gli utilizzatori di telefoni tradizionali a passare ad uno smarphone: la maggior parte di chi produce telefoni di nuova generazione, non è in grado di scendere a questo prezzo, anche se lo fanno alcuni marchi cinesi.

Le conclusioni di Kantar World Panel sul 2015 quando di parla di mercato sono da segnare su un taccuino: il trend a due cifre è terminato, ma ci sono alcune strade da percorrere.

la prima, il passaggio da iOS ad Android e viceversa, rubare utenti all’avversario è difficile. A quanto pare chi ha un telefono con uno dei due sistemi operativi fatica molto a pensare di passare ad un altro: in Europa la fedeltà ad iOS è dell’81% di chi lo possiede (negli USA è addirittura all’89%), la percentuale di chi ha un Android sono solo leggermente inferior (79% in Europa e 84% negli USA)

Una seconda strada è convincere chi ha un telefono tradizionale (il 26% degli europei) a passare ad uno smartphone, spiegando loro che cosa possono fare con questo tipo di dispositivi, ma forse la più semplice e produttiva è spingere chi ha uno smarphone a comprarne uno nuovo puntando su qualche funzione capace di cambiare la sua vita quotidiana e che l’attuale smarphone non ha.

Questa “prossima grande cosa” (la classica next big thing), ammonisce Kantar World Panel, non deve necessariamente essere qualche cosa di hardware, ma potrebbe fare parte dell’ecosistema o essere qualche cosa che riguarda il software. In questo caso Android parte svantaggiato, visto che i protagonisti di questa piattaforma non controllano tutti i pezzi, mentre Apple è avvantaggiata.

 

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