La crescita del sentimento anti-americano sta danneggiando le aziende americane all’estero, secondo quanto emerge da uno studio dell’American Marketing Association – New York.
Da una indagine interpellando miglaia di persone in Canada, Messico e Francia nel 2025, emerge la crescita di un sentimento contro gli USA, con consumatori che sembrano reagire con negatività a dazi, normative e alla retorica della nuova amministrazione USA.
“Focus group” (gruppi di persone accuratamente selezionate che hanno contribuito a discussioni sulla ricerca in questione) considerano gli Stati Uniti “un ex amico” o un “vicino scorretto”.
Stando a quanto riportato nel report, professionisti del marketing evidenziano “un notevole calo nel brand equity” (il valore dei marchi) e nei “volumi di vendita” a causa dell’aumento delle ostilità nei confronti degli USA. Siamo a quanto pare solo all’inizio dei danni: il 63% degli interpellati prevede che il problema avrà ancora effetto per anni sulle vendite all’estero; la percentuale di chi prevede come “molto dannoso” il comportamento degli USA da qui a tre anni è del 17%, superiore del 5% rispetto di chi già ora vede già i comportamenti dell’amministrazione USA come pericolosi.
Il report sottolinea ancora l’emergere di etichette e app che identificano prodotti statunitensi, informazioni espressamente cercate dai consumatori per l’ostilità nei confronti degli USA, e anche una nutrita serie di restrizioni sulle vendite e uso di prodotti americani.
“L’anti-americanismo nei mercati esteri non è una coincidenza, è la nuova normalità”, riferisce Craig Charney, che ha diretto la ricerca. “Iconici esportatori statunitensi che non prestano attenzione a ciò che i loro clienti pensano, pagheranno alla fine dei conti con perdite”.
Ostilità contro marchi iconici
La ricerca sui social media ha evidenziato ostilità che hanno come target brand “iconici” che simboleggiano l’identità USA in generale, marchi legati al mondo della tecnologia e non tanto brand generici che vantano grandi numeri in termini di esportazione. I brand che gli utenti amano di più, esempio Apple, Amazon e Starbucks, sono quelli più frequentemente indicati come obiettivi di boicottaggio essendo tra i più conosciuti tra chi è presente sui social.
La clientela estera dei focus group riferisce di sentirsi ignorata, evidenziando aumenti di prezzi, discriminazioni legate ai prodotti, ma anche l’assenza di impegni culturali, partnership commerciali e il coinvolgimento sociale da parte dei brand USA.
Tra le aziende che sicuramente hanno notato il sentimento anti-americano dopo la svolta impressa da Trump nei rapporti internazionali (e non solo) c’è sicuramente Tesla: in Europa le vendite continuano a crollare, con immatricolazioni che si sono dimezzate in Francia, Svezia e Danimarca, un disastro dovuto alla concorrenza ma senz’altro anche alle posizioni politiche di Elon Musk.












