Anker era e resta un protagonista nel mercato dei Power Bank. Anche dopo il suo sbarco in settori di differente natura (in particolare la casa), l’azienda cinese è qui, assieme al mondo dei caricabatterie, che si è fatta conoscere e dove ancora oggi continua a spingere, costringendo gli altri – anche i migliori – a copiare ed inseguire.
Trovare modo di innovare nel campo delle batterie di emergenza non è un compito facile. Provarci significa scontrarsi con la maturazione delle tecnologie, che camminano ormai molto lentamente,. Basta guardare un Power Bank di due o tre anni fa: difficile trovare novità di rilievo rispetto ad oggi.
Eppure, non raramente Anker riesce ad imporre una spinta in avanti, come accade con l’Anker Prime Power Bank 26K (modello A110A, su Amazon), un accessorio che in effetti è capace di distinguersi dai concorrenti per diversi aspetti: qualità costruttiva, potenza, funzioni smart e soprattutto velocità di ricarica delle celle interne.
Specifiche tecniche e design
L’Anker Prime Power Bank A110A non può essere definita una batteria piccola, del resto non nasce (anche se è ovviamente in grado di farlo) per ricaricare uno smartphone e quindi finire in una tasca, mai essenzialmente prolungare la vita di dispositivi come i laptop. Non stupisce che misuri circa 16 × 6,3 × 3,8 cm.
Il corpo è realizzato con un mix di lega di alluminio e plastica ben assemblati da cui ottiene un aspetto “premium”, rendendolo relativamente leggera; con i suoi circa 600 grammi e la forma squadrata può così essere collocato senza troppi problemi in uno zaino.
La parte frontale è quasi interamente coperta da un elemento in plastica nera (molto propenso a prendere le impronte digitali), dietro al quale – come in tutte le batterie più recenti – la Anker Prime 26K nasconde un piccolo display OLED frontale, che fornisce alcune essenziali informazioni in tempo reale:
- Percentuale della carica residua al decimo di punto
- Potenza in uscita e in ingresso, suddivisa per ogni porta
- Temperatura interna della batteria
- Stima del tempo rimanente per la ricarica in corso
La visualizzazione è dinamica, cambia in tempo reale a seconda dei dispositivi collegati, ed è utile anche per diagnosticare se un cavo o un caricatore sta limitando la velocità di ricarica. Un buon strumento per monitorare consumi e prestazioni senza dover aprire l’app, di cui diremo separatamente.
Le specifiche
La capacità è di 99,75 Wh, sotto la soglia dei 100 Wh, il che la rende conforme alle norme TSA per il trasporto aereo e, considerando le dispersioni classiche dei Power Bank e delle batterie in genere, tecnicamente in grado di ricaricare approssimativamente tra l’80 e l’85% un laptop da 99,99 Wh (come un MacBook Pro 16”).
È dotata di tre porte in uscita che offrono una potenza combinata di 300 W: due USB-C da 140W ciascuna e una (francamente ormai inutile) USB-A da 22,5W che poteva essere sostituita, forse, da un cavo integrato.
Porte a parte, parliamo di una soglia molto elevata, sufficiente ricaricare due MacBook Pro 16” come se fossero collegati a una presa di corrente.
L’Anker Prime 26K offre anche ricarica rapida in ingresso tramite due alimentatori USB-C “cooperanti”. Può così ricevere fino a 250W, ripristinando la carica interna da 0% a 100% in circa un’ora, e – ancora più rilevante – arrivare al 50% in soli 13 minuti.
Questo aspetto è secondo noi il principale elemento di differenziazione rispetto rispetto alla quasi totalità della concorrenza. Ricaricare così velocemente il Power Bank significa ripristinare in pochi minuti una riserva di energia immediata, che potremo poi usare per ricaricare o prolungare la vita operativa di dispositivi al servizio di creativi, fotografi, operatori di droni o di chiunque abbia bisogno di continuità energetica sul campo.
L’app Anker: utile, ma non essenziale
Anker ha reso compatibile la sua companion app studiata per i Power Station anche con la Anker Prime 26K. Disponibile per iOS e Android, questa applicazione accede via Bluetooth al Power Bank e fornisce una serie di informazioni: la carica residua, la potenza in entrata/uscita per ogni porta e la temperatura interna in tempo reale.
Attraverso l’app è anche possibile aggiornare il firmware e attivare la modalità di ricarica a bassa potenza per dispositivi come cuffie o smartwatch.
L’app è un buon complemento per chi ama monitorare ogni dettaglio, ma non è indispensabile: tutte le informazioni essenziali sono già visibili sul display OLED della batteria.
Potrebbe diventare davvero completa se visualizzasse anche due dati oggi assenti: il numero di Wh effettivamente erogati durante un ciclo di carica e i cicli di ricarica totali attuati dal Power Bank.
Il primo aiuterebbe a valutare l’efficienza d’uso reale, mentre il secondo sarebbe utile per chi usa il dispositivo in modo intensivo o professionale, dando una idea chiara dello stato di salute della batteria che perde efficienza dopo un certo numero di cicli.
In sintesi, l’app è una di quelle funzioni che fa piacere avere, soprattutto in un prodotto premium, ma non è certo indispensabile se non per il firmware e le differenti modalità di ricarica.
Prestazioni reali: test sul campo
Abbiamo provato Anker Prime 26K in alcuni scenari di utilizzo per capire quali sono le prestazioni reali.
In un caso pratico, con un MacBook Pro di precedente generazione con potenza massima in entrata di 95W, non ha avuto alcun problema nel raggiungere questa soglia gestendo nel contempo la ricarica di un iPhone 17 Pro fornendogli fino a 36W.
Poi abbiamo collegato un MacBook Air M2 e il predetto MacBook Pro ad entrambe le USB-C. Qui il prodotto di Anker ha erogato ancora 95W + 70W. La potenza è stata fornita in maniera costante senza esitazioni calando solo poco prima che l’energia, intorno al 20%, si esaurisse anche se a quel punto potrebbe esserci stato del throttling determinato anche dalle richieste dei due portatili.
Per quanto riguarda la capacità reale, la batteria si è dimostrata in grado di fornire circa 90 wattora, dimostrando un’ottima qualità delle celle soprattutto considerando che raggiunge un’elevata quantità di watt.
È bene però considerare anche che la quantità trasferita effettivamente alla batteria dei dispositivi dipende anche dall’efficienza delle batterie interne e dalla loro circuiteria. La dispersione avviene infatti non solo internamente al Power Bank ma anche in assorbimento.
Nel nostro caso con il Power Bank collegata ad un MacBook Pro con batteria da 99,8 Wh e a un iPhone 17 Pro (batteria da 15,7 Wh): i dispositivi sono passati rispettivamente dal 12% al 80% e dal 25% all’100%. È stato quindi perso effettivamente un altro 8%, circa, dell’energia teoricamente trasferita
Nel caso dei MacBook Pro e del MacBook Air siamo andati dal 18% all’75% e dal 25% al 75%. Anche qui abbiamo ricavato, al netto delle inefficienze tipiche della tecnologia, circa l’80% della energia nominale.
Buona anche l’efficienza termica, come dimostra anche la temperatura massima interna misurata dall’applicazione è stata di 51°C, del tutto entro i limiti della norma.
Tempi e gestione della ricarica
Il Powerbank Prime 26K mantiene anche la promessa di ricaricarsi con estrema rapidità. Con due caricatori, uno da 140W e uno da 100W, sono stati effettivamente raggiunti i 240W in ingresso. Ricordiamo che le prestazioni teoriche della Anker Prime Power Bank 26K sono di 250W.
Per raggiungere il 60% della carica, partendo dal 10%, guadagnando dunque il 50%, sono bastati 15 minuti, mentre per la ricarica completa sono serviti circa 100 minuti. Il power bank ha mantenuto la massima potenza fino all’65% della carica, per poi rallentare, assorbendo intorno agli 80W fino al completo caricamento.
Nel corso dei giorni su varie prove, abbiamo notato oscillazioni su questi dati. In particolare quando la batteria era totalmente scarica e con una bassa temperatura interna iniziale, le celle si sono ricaricate più lentamente in avvio. In particolare fino al 5% ha assorbito solo 18W passando a 70W da 5 al 15% per poi salire a 240W.
La ricarica completa in ogni caso non è stata molto più lenta: è avvenuta infatti in un’ora e dieci perché la ricarica ha rallentato ad 80W solo quando la capacità era arrivata già all’80%.
Conclusioni
L’Anker Prime Power Bank 26K (300W) è un prodotto ben costruito, solido e ben rifinito, che riesce a combinare potenza elevata con dimensioni contenute.
Tra i suoi punti di forza spicca un’efficienza di conversione superiore alla media, che consente di ottenere fino al 90% dell’energia dichiarata in uscita reale.
Ma ciò che la rende davvero unica sono due specifiche rarissime in questo formato: la possibilità di erogare fino a 140W su ciascuna delle due porte USB-C e, soprattutto, la ricarica in ingresso fino a 250W complessivi
Queste caratteristiche la avvicinano più al concetto di power station tascabile che a quella di Power Bank, perfetta per chi lavora con dispositivi ad alta potenza, come laptop professionali, workstation mobili, videocamere o droni.
Non crediamo che lo scenario in cui i 140W in doppia uscita siano realistici (chi davvero ha bisogno di dover ricaricare due dispositivi da 140W in entra contemporaneamente?), ma la ricarica veloce della batteria è davvero importante.
Per professionisti in mobilità, creator, tecnici, giornalisti e sviluppatori è difficile trovare di meglio nel 2024. L’unico reale concorrente potrebbe essere la EcoFlow Rapid Pro che ha il vantaggio di avere tre porte USB-C e un cavo integrato; è però è più grande e pesante e pur trattandosi di un azienda specializzata in Power Station, non ha una grande tradizione in Power Banks.
Volendo trovare qualche difetto alla Anker Prime Power Bank 26K (300W) ne individuiamo solo uno di carattere tecnico: l’inutile, per un prodotto come questo, porta USB-A. Sarebbe stato meglio sostituirla con una terza porta USB-C oppure un cavo integrato o magari con tutti e due.
Un secondo limite è che si tratta di una batteria che non può servire a tutti ma solo a chi ha bisogno di uscite estremamente potenti e contestuali e di una ricarica ad altissima velocità. In compenso esistono alternative più leggere e meno costose anche dalla stessa Anker.
Ma per chi rientra nel target, questa Anker Prime 26K verrà ripagato con gli interessi dal significativo costo di acquisto.
Pro
- Ricarica velocissima
- Due porte da 140W
- Elevata efficienza delle celle
Contro
- Inutile porta USB-A
- Solo due porte USB-C
- Costo elevato
Prezzo e acquisto
Anker Prime Power Bank 26K (300W) è in vendita sul negozio Anker oppure su Amazon. Ha un costo di 199 euro, ma si trova spesso in sconto. Nel momento in cui scriviamo costa 177,99 euro che scendono a 160,99 euro grazie ad uno sconto nel carrello del 10%.



















