Una l’hanno azzeccata (gli spot del SuperBowl) ma una l’hanno proprio sbagliata male: tagliare le chele a Clawbot/OpenClaw, aprendo la strada al più grande regalo della storia, cioè quello a OpenAI. Speriamo che questa non diventi la “mossa suicida” di Anthropic, come quella di quell’imprenditore che, quando presentava i nuovi prodotti, annunciava anche quelli futuri che ancora non erano pronti, sparandosi sui piedi. Per Steve Jobs la brutta fine di Osborne Computer era legata proprio a questo sbaglio di marketing. E adesso Anthropic potrebbe aver fatto persino peggio.
Una strategia che implode
La vicenda assume contorni paradossali quando si ricostruiscono le tre tappe fondamentali. Il 9 gennaio Anthropic blocca i token OAuth di Claude Code, mandando in frantumi ogni strumento di terze parti costruito sulle sottoscrizioni Claude. OpenClaw, che aveva impostato Claude Opus 4.5 come modello predefinito, scopre l’integrazione rotta al risveglio. Senza preavvisi, senza comunicazioni come si fa con i partner con molti utenti, semplicemente spenta come un interruttore della luce in una stanza adesso buia.
Non è finita. Il 27 gennaio l’ufficio legale invia la diffida per il nome Clawdbot, considerato troppo simile a Claude. Peter Steinberger si adegua alle cinque del mattino tramite una chiamata Discord, ma nella finestra di dieci secondi necessaria per rilasciare i vecchi account GitHub e X, truffatori di criptovalute si impossessano di entrambi orchestrando uno schema pump-and-dump da 16 milioni di dollari al volo. I geni del male. Il caos ricade sull’intero ecosistema Claude, macchiandone la reputazione con una vicenda che nessuno aveva preventivato.
Il 15 febbraio arriva l’annuncio di Steinberger: entra in OpenAI. La mossa chiude un cerchio che Anthropic avrebbe potuto evitare con maggiore lungimiranza. Il progetto open source con la crescita più rapida nella storia dell’intelligenza artificiale, oltre 145mila stelle GitHub e due milioni di visitatori in una singola settimana, costruito da uno sviluppatore che aveva venduto la precedente azienda per circa cento milioni di euro (quindi non un ragazzino di quindici anni fuori di testa e inesperto), finisce nelle mani del principale concorrente di Anthropic.
Il regalo perfetto per OpenAI
La risposta di Anthropic era stata perfetta per fare tutto il male possibile: interrompere l’accesso alle API e mandare gli avvocati. Steinberger ha trascorso l’ultima settimana di gennaio a San Francisco incontrando tutti i maggiori laboratori di ricerca. Ha dichiarato esplicitamente che avrebbe potuto trasformare OpenClaw in una grande società, ma ha invece scelto OpenAI perché “rappresenta il percorso più veloce per portare questa tecnologia a tutti”. Nel frattempo OpenClaw si diffonde in Cina, con Baidu che pianifica l’integrazione diretta nella propria applicazione principale.
A cosa ha rinunciato Anthropic? Facile: il progetto costituiva essenzialmente un canale di distribuzione gratuito per Claude. Milioni di sviluppatori installavano uno strumento configurato con il modello di Anthropic come impostazione predefinita. Il team di marketing incaricato di stimolare la crescita del prodotto di Anthropic avrebbe dovuto inviare ceste regalo, non avvisi legali. Invece, Sam Altman adesso riceve un framework open source per agenti con distribuzione globale e uno sviluppatore brillante, semplicemente perché l’ufficio legale di Anthropic si muove più velocemente della divisione partnership.
Quando la sicurezza diventa un alibi
La vicenda OpenClaw si inserisce in un quadro più ampio di errori strategici che stanno emergendo nell’analisi della corsa competitiva tra i grandi dell’AI. Anthropic ha evitato a lungo pubblicità e modelli aggressivi di fatturazione, concentrandosi su partnership come quella con Amazon, ma questo approccio ha lasciato l’azienda indietro rispetto a OpenAI. L’enfasi filosofica sulla sicurezza dell’AI, nata da ex ricercatori di OpenAI, ha rallentato lo sviluppo di funzionalità consumer come agenti personali o integrazioni per lo shopping.
Questo focus ha permesso a Google e Meta di guadagnare terreno in velocità e affidabilità. La classifiche recenti vedono Anthropic in ascesa ma vulnerabile, stretta tra competitor che non si fanno scrupoli nell’accelerare. Il modello Constitutional AI, che incorpora principi etici predefiniti nei modelli come Claude riducendo rischi di risposte dannose, conquista aziende sensibili a privacy e compliance. Banche e studi legali preferiscono Claude a ChatGPT per stabilità, ma questa nicchia rischia di trasformarsi in una prigione dorata.
Paranoia e occasioni perdute
Gli errori operativi sono di più e si accumulano. Anthropic ha bloccato l’accesso a Claude agli ingegneri di OpenAI per violazione dei termini di servizio, alimentando accuse di spionaggio ma rivelando una paranoia competitiva controproducente. I ritardi nei data center (la corsa verso dieci gigawatt di capacità) e le collaborazioni scientifiche congiunte sulla sicurezza diluiscono il vantaggio nella competizione. Il blocco appare come una mossa difensiva mascherata da rigore procedurale, perdendo di vista l’obiettivo strategico più ampio.
Attenzione, non è che Anthropic sta facendo tutto male. Anzi. I punti di forza certamente esistono: Claude 3 e le versioni successive superano i benchmark in ragionamento, elaborazione del linguaggio naturale e generazione di codice, offrendo output più precisi rispetto ai concorrenti. La capacità di gestire carichi di lavoro complessi, come analisi finanziarie in tempo reale senza compromettere la sicurezza dei dati, viene lodata dagli analisti. Con finanziamenti miliardari (tredici miliardi dal Qatar) e integrazioni in Copilot di Microsoft, Anthropic ha raddoppiato il valore arrivando a 380 miliardi in sei mesi.
La differenza tra cautela e paralisi
Il focus pragmatico B2B posiziona l’azienda come leader per settori enterprise, evitando rischi consumer ad alto profilo. Ma questa strategia prudente rischia di trasformarsi in paralisi quando le opportunità bussano alla porta. OpenClaw rappresentava esattamente il tipo di ponte tra enterprise e consumer che avrebbe potuto espandere l’influenza di Claude mantenendo i valori di sicurezza. Invece di abbracciare questa opportunità, Anthropic l’ha respinta con diffide legali e chiusure tecniche.
La questione non riguarda solo un singolo progetto o sviluppatore. Riguarda come un’azienda interpreta la propria missione. La sicurezza dell’AI non può diventare un alibi per la mancanza di audacia strategica. Dario Amodei e il team di Anthropic rischiano di scoprire che essere dalla parte giusta della storia non basta, se contemporaneamente si regala al principale competitor il canale di distribuzione più promettente dell’anno.
Il paragone con Osborne Computer non è casuale. L’azienda annunciò prodotti futuri prima di essere pronta a rilasciarli, distruggendo le vendite dei modelli correnti e precipitando nel fallimento. Anthropic non ha annunciato prodotti futuri, ma ha distrutto una relazione presente senza comprenderne il valore strategico. Il risultato potrebbe rivelarsi altrettanto devastante: regalare a OpenAI non solo uno sviluppatore di talento, ma l’infrastruttura per democratizzare l’accesso all’AI agentica, proprio mentre Claude avrebbe potuto cavalcare quella stessa onda. Speriamo non sia un colpo mortale.













