Apple ha rilasciato a sviluppatori e beta tester la beta 1 del futuro aggiornamento di iOS 26.4 e in questa prima beta non c’è niente di nuovo per quanto riguarda Siri. Nuove funzionalità potrebbero essere integrate nelle future beta, forse a partire da iOS 26.5 e forse anche dopo.
Conferme di Apple in ritardo con Siri sono arrivate pochi giorni addietro, poco prima del rilascio della beta 1 di iOS 26.4. Se si considerano veritiere le indiscrezioni circolate, il lavoro si è rivelato più complesso del previsto, con Siri che a quanto pare impiega più tempo del necessario ad elaborare alcune richieste e altre non elaborate correttamente.
Si dice che gli ingegneri Apple stanno eseguendo dei test su una versione preliminare di iOS 26.5. C’è la speranza di vedere novità in una versione intermedia ma di sicuro al momento non c’è nulla. A Cupertino lavorano sulla personalizzazione, la comprensione contestuale dello schermo e sulle interazioni tra le app, ma la precisione del tutto a quanto pare lascia ancora a desiderare.
Dietro le quinte, i grandi passi di Private Cloud Compute
L’IA di Apple permette di sfruttar modelli on-device ma anche il Private Cloud Compute, ottenendo accesso a un set di dati più ampio estendendo la privacy e la sicurezza di iPhone nel cloud, scelta che permette alle informazioni dell’utente di non essere mai archiviate né condivise con Apple, ma sono usate solo per rispondere alle richieste dell’utente.
La nuova Siri, infatti, è solo una parte di un complesso puzzle: è fondamentale tutta un’architettura solida in grado di tenere il passo con richieste che arrivano da milioni di utenti. La Siri rinnovata sfrutterà gli LLM (large language model) ovvero modelli linguistico di grandi dimensioni, fondamentali per essere in grado di ottenere la comprensione e la generazione di linguaggio di ambito generale. Gli LLM richiedono ovviamente grande potenza di elaborazione lato server (decisamente superiore a quanto richiesto dall’attuale Siri), elemento che potrebbe obbligare Apple ad aprire inizialmente il nuovo servizio con restrizioni linguistiche o geografiche.
Intanto Apple sta rafforzando il Private Cloud Compute (PCC). Dalle ultime note di rilascio del software di questa infrastruttura, si evince che Cupertino avrebbe iniziato a sfruttare chip M5 nei suoi server. Il PCC è in altre parole il “cuore del reattore” che dovrebbe spingere le funzioni “cloud” di Apple Intelligence. Nelle note si fa riferimento anche a un “Private Cloud Compute Agent Worker” che esegue una versione di iOS dotata di un’architettura “agente” inedita per elaborare le richieste di IA.
A quanto pare iOS 26.4 integra già il codice necessario per interfacciarsi con questa nuova struttura software, che si appoggia su un nuovo hardware (nome in codice J226C) potenziato dai chip M5.
I dettagli per ora sono scarsi ma Apple sta sicuramente perfezionando le sue infrastrutture prima del grande salto verso un Siri più avanzato. Finora i server PPC di Apple sfruttavano chip M2 Ultra; Apple avrebbe deciso di ignorare M3 Ultra e M4 per i suoi server e passare direttamente agli M5, in grado di gestire senza problemi il carico di modelli futuri, soprattutto dopo l’accordo stipulato con Google per integrare Gemini.
I chip M5 offrono un grande salto avanti nelle prestazioni AI, con un Neural Accelerator in ogni core che raggiunge prestazioni di picco per l’elaborazione AI oltre 4 volte superiori rispetto a M4; anche la GPU integrata è in grado di raggiungere una potenza di calcolo di picco decisamente superiore rispetto alla GPU dei chip M4, così come la banda di memoria unificata, un grande salto avanti in termini di prestazioni AI (e non solo).
Si vocifera ancora di Apple al lavoro su chip specifici per server. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, la produzione in serie di questi ultimi è prevista per la seconda metà del 2026 e il dispiegamento nel 2027. Questi server sono altamente strategici per Apple: sono fabbricati in una fabbrica di Houston (Texas) e rientrano in strategie di investimenti (600 miliardi di dollari) che l’azienda si è impegnata a fare negli gli Stati Uniti.













