La paura degli aumenti di prezzo ha spinto migliaia di consumatori cinesi a comprare l’iPhone 17 prima del previsto. È questa una delle ragioni per cui in quel paese Apple ha registrato un boom di vendite in un contesto che è segnato da vendite deboli e numeri al ribasso per il quinto trimestre di fila.
Secondo i dati preliminari di IDC, nel secondo trimestre 2026 le spedizioni cinesi si fermano a circa 66 milioni di unità, in calo del 4,3% su base annua. Il dato si aggiunge a quello globale diffuso pochi giorni fa da Counterpoint Research, secondo cui le spedizioni mondiali sono crollate dell’11% YoY, il peggior Q2 dal 2013. La causa è sempre la stessa: la crisi delle memorie DRAM e NAND che sta rimodellando l’intera industria.
Se a livello globale era Apple a spiccare da sola con un +3% YoY, in Cina la Mela deve dividere il podio con Huawei, che scavalca tutti con una quota del 22,6% e una crescita del 19,4%. Apple segue al secondo posto con il 18,1% di quota, ma ha il passo più veloce: +24,4% su base annua, la crescita più forte tra i primi dieci brand del mercato cinese.
| Mercato smartphone in Cina, quota di mercato e crescita YoY dei primi 10 brand, Q2 2026 (dati preliminari, spedizioni in milioni di unità) | |||
|---|---|---|---|
| Azienda | Quota 2Q26 | Quota 2Q25 | Crescita YoY |
| 1. Huawei | 22,6% | 18,1% | +19,4% |
| 2. Apple | 18,1% | 13,9% | +24,4% |
| 3. OPPO | 16,0% | 17,3% | -9,7% |
| 3. vivo | 16,0% | 17,0% | -11,4% |
| 5. Xiaomi | 12,4% | 15,1% | -21,7% |
| 6. Honor | 11,3% | 11,9% | -9,5% |
| 7. Wiko | 1,1% | 2,1% | -49,2% |
| 8. Lenovo | 0,3% | 0,4% | -10,4% |
| 9. ZTE | 0,3% | 0,4% | -33,5% |
| 10. Samsung | 0,1% | 0,4% | -60,8% |
| Altri | 1,8% | 3,4% | -50,3% |
| Totale | 100,0% | 100,0% | -4,3% |
Fonte: IDC
La ricetta dei due vincitori è identica a quella già emersa nel report globale: tenere fermi i prezzi mentre il resto del campo Android li alza per assorbire il rincaro dei componenti. OPPO, vivo, Xiaomi e Honor arretrano tutti, con Xiaomi che paga il conto più salato tra i big (-21,7% YoY). Samsung, che a livello mondiale aveva riconquistato la leadership assoluta, in Cina è quasi invisibile: appena lo 0,1% di quota, in calo del 60,8%. E la stretta non risparmia nemmeno i marchi minori: Wiko perde quasi metà del proprio volume (-49,2%), ZTE oltre un terzo (-33,5%). I primi sei brand ora controllano circa il 96% del mercato cinese.
Il termometro più duro di questo trimestre è il “618”, il festival dello shopping cinese: le vendite di smartphone durante l’evento sono scese di quasi il 15% su base annua, un crollo che ridimensiona parecchio l’idea di sconti “meno aggressivi” circolata nei giorni scorsi. A questo si aggiunge la fine dell’effetto sussidi statali, che nei trimestri precedenti aveva sostenuto artificialmente la domanda.
IDCD attribuisce al successo di Apple al “mood” dei consumatori. Temendo rincari sui prodotti della seconda metà d’anno, la gente si è affrettata ad acquistare anticipando la spesa, un effetto scorta che si aggiunge, e non sostituisce, la forza organica del modello.
Le prospettive, secondo IDC, restano difficili: nella seconda metà del 2026 il calo YoY in Cina potrebbe allargarsi fino al 20%, mano a mano che si esauriscono le scorte di componenti a basso costo acquistate in precedenza. Una vera inversione di tendenza non è attesa prima del 2028-2029, quando un nuovo ciclo di sostituzione, probabilmente trainato da smartphone “AI agent” capaci di integrare hardware, sistema operativo, ecosistema e modelli, potrebbe finalmente riaccendere la domanda.
La paura degli aumenti di prezzo ha spinto migliaia di consumatori cinesi a comprare l’iPhone 17 prima del previsto. Temendo rincari sui prodotti della seconda metà d’anno, si sono affrettati ad acquistare anticipando la spesa, un effetto scorta che si aggiunge, e non sostituisce, la forza organica del modello. Il risultato è un boom di vendite che aiuta a spiegare perché, mentre il mercato cinese degli smartphone arretra per il quinto trimestre di fila, **Apple** e **Huawei** vadano in direzione opposta.
Secondo i dati preliminari di IDC, nel secondo trimestre 2026 le spedizioni cinesi si fermano a circa 66 milioni di unità, in calo del 4,3% su base annua. Il dato si aggiunge a quello globale diffuso pochi giorni fa da Counterpoint Research, secondo cui le spedizioni mondiali sono crollate dell’11% YoY, il peggior Q2 dal 2013. La causa è sempre la stessa: la crisi delle memorie DRAM e NAND che sta rimodellando l’intera industria.
Se a livello globale era Apple a spiccare da sola con un +3% YoY, in Cina la Mela deve dividere il podio con Huawei, che scavalca tutti con una quota del 22,6% e una crescita del 19,4%. Apple segue al secondo posto con il 18,1% di quota, ma ha il passo più veloce: +24,4% su base annua, la crescita più forte tra i primi dieci brand del mercato cinese.
| Mercato smartphone in Cina, quota di mercato e crescita YoY dei primi 10 brand, Q2 2026 (dati preliminari, spedizioni in milioni di unità) | |||
|---|---|---|---|
| Azienda | Quota 2Q26 | Quota 2Q25 | Crescita YoY |
| 1. Huawei | 22,6% | 18,1% | +19,4% |
| 2. Apple | 18,1% | 13,9% | +24,4% |
| 3. OPPO | 16,0% | 17,3% | -9,7% |
| 3. vivo | 16,0% | 17,0% | -11,4% |
| 5. Xiaomi | 12,4% | 15,1% | -21,7% |
| 6. Honor | 11,3% | 11,9% | -9,5% |
| 7. Wiko | 1,1% | 2,1% | -49,2% |
| 8. Lenovo | 0,3% | 0,4% | -10,4% |
| 9. ZTE | 0,3% | 0,4% | -33,5% |
| 10. Samsung | 0,1% | 0,4% | -60,8% |
| Altri | 1,8% | 3,4% | -50,3% |
| Totale | 100,0% | 100,0% | -4,3% |
Fonte: IDC
La ricetta dei due vincitori è identica a quella già emersa nel report globale: tenere fermi i prezzi mentre il resto del campo Android li alza per assorbire il rincaro dei componenti. OPPO, vivo, Xiaomi e Honor arretrano tutti, con Xiaomi che paga il conto più salato tra i big (-21,7% YoY). Samsung, che a livello mondiale aveva riconquistato la leadership assoluta, in Cina è quasi invisibile: appena lo 0,1% di quota, in calo del 60,8%. E la stretta non risparmia nemmeno i marchi minori: Wiko perde quasi metà del proprio volume (-49,2%), ZTE oltre un terzo (-33,5%). I primi sei brand ora controllano circa il 96% del mercato cinese.
Il termometro più duro di questo trimestre è il “618”, il festival dello shopping cinese: le vendite di smartphone durante l’evento sono scese di quasi il 15% su base annua, un crollo che ridimensiona parecchio l’idea di sconti “meno aggressivi” circolata nei giorni scorsi. A questo si aggiunge la fine dell’effetto sussidi statali, che nei trimestri precedenti aveva sostenuto artificialmente la domanda.
Le prospettive, secondo IDC, restano difficili: nella seconda metà del 2026 il calo YoY in Cina potrebbe allargarsi fino al 20%, mano a mano che si esauriscono le scorte di componenti a basso costo acquistate in precedenza. Una vera inversione di tendenza non è attesa prima del 2028-2029, quando un nuovo ciclo di sostituzione, probabilmente trainato da smartphone “AI agent” capaci di integrare hardware, sistema operativo, ecosistema e modelli, potrebbe finalmente riaccendere la domanda.

















