Da tempo si vocifera dell’arrivo di un abbonamento hardware di Apple, indiscrezione che ora sembra sul punto di concretizzarsi.
Nell’ultima beta di iOS 27 sono stati individuati riferimenti a un sistema integrato per imporre limitazione ai dispositivi in leasing, contratti noti a chi acquista auto con i quali una parte (il concedente) lascia in godimento all’altra parte (l’utilizzatore o locatario) un bene dietro corrispettivo e per un determinato periodo di tempo, alla scadenza del quale la parte che ha in godimento il bene può restituirlo o divenirne proprietario pagando la differenza tra quanto già versato ed il valore del bene.
A riferirlo è il sito 9to5Mac citando indiscrezioni di accordi tra Apple e Klarna (società che fornisce servizi finanziari) per finanziare un programma, che coprirebbe la maggior parte dei modelli di iPhone, Mac, iPad e Apple Watch.
I contratti di leasing per iPhone e Apple Watch durerebbero 24 mesi, mentre quelli per Mac e iPad avrebbero una durata di 36 mesi.
I clienti avrebbero la possibilità di riscattare il proprio dispositivo o di passare a un nuovo modello prima della fine del contratto di leasing e dietro il pagamento di una commissione aggiuntiva. Allo scadere del termine, il cliente può decidere se tenere il dispositivo o restituirlo, alla stregua di quanto avviene con il leasing di un’auto.
Blocco a distanza in caso di mancato pagamento
Apple ha predisposto ti tutto per rassicurare Klarna, il suo partner finanziario. “Scavando” nel codice della beta di iOS 27, i redattori di 9to5Mac hanno individuato delle linee di codice che rivelano un sistema inedito di gestione dei dispositivi finanziati. Denominato App Managed Features”, il sistema permetterebbe all’app del creditore di gestire l’iPhone ed effettuare controlli sulla regolarità dei pagamenti. Se il cliente non paga le rate mensili, i servizi di sistema di Apple possono far attivare il dispositivo in una “Modalità Limitata”.
Una modalità limitata permetterebbe di bloccare l’accesso a varie app fino alla regolarizzazione della situazione. Dal codice di iOS 27 emerge una “White list” di app sempre accessibili per garantire funzioni vitali del telefono; tra queste: Telefono, l’App Store, Mappe, Salute, l’Orologio, le Impostazioni, le Password, la Lente d’ingrandimento e il lettore di accessibilità e altre funzionalità ancora.
Anche le app in grado di inviare avvisi critici, esempio Messaggi, Casa o alcune app relative alla sicurezza e alle cure mediche, potrebbero essere “tollerate”. Da quello che sembra di capire sarà ad ogni modo il partner finanziario a mantenere il controllo sulle eccezioni, bloccando il dispositivo in base alle proprie condizioni contrattuali. Non c’è un numero fisso di pagamenti saltati che porta automaticamente all’attivazione delle restrizioni. È l’app del fornitore del finanziamento a stabilire quando bloccare il dispositivo, in base alle proprie politiche.
È previsto anche nuovo tipo di blocco attivazione chiamato “Partner Finance Lock”, pensato per impedire agli utenti di inizializzare, rivendere o smontare il telefono per vendere parti di ricambio partendo da un dispositivo soggetto a restrizioni. Questo framework fa parte di “Dov’è”;
La società finanziaria non ha accesso alla posizione del dispositivo: l’integrazione serve solo a mantenere attivo il blocco del finanziamento, anche nell’eventualità in cui il dispositivo venga inizializzato o ripristinato.
Lancio imminente o solo prove in attesa di iOS 27?
Resta la questione di quando potrebbe arrivare la novità. Bloomberg ha recentemente riferito del lancio di Apple Upgrade a partire dalla prossima settimana, ma 9to5Mac sottolinea l’assenza di queste righe di codice nella Release Candidate di iOS 26.6 arrivata pochi giorni addietro. Due le ipotesi: Apple aggiungerà questo framework in extremis nella versione finale di iOS 26.6, oppure il lancio del servizio sarà posticipato a una data successiva.
Queste scoperte si basano sull’attuale release della beta di iOS 27; Apple ha tutto il tempo di adeguare e persino abbandonare l’idea prima di un’implementazione pubblica. La Mela offre già da molti anni un programma simile per l’iPhone egli Stati Uniti, senza mai aver avuto bisogno di integrare misure di ritorsione così drastiche nel cuore del suo sistema.












