Apple è stata chiamata in ballo in una denuncia presentata venerdì 24 luglio in California: dovrà affrontare una intentata da di tre utenti che affermano di aver perso complessivamente 1,8 milioni di dollari dopo essere caduti vittime di una finta app per portafogli Bitcoin scaricata dall’App Store.
Nella denuncia si sostiene che Apple abbia violato il Consumers Legal Remedies Act della California e altre norme non riuscendo a revisionare e monitorare adeguatamente le app distribuite tramite l’App Store, nonostante pubblicizzi quest’ultimo come «un luogo sicuro e affidabile per individuare e scaricare app».
Sulla base delle rassicurazioni nel marketing Apple, nella denuncia gli accusatori riferiscono di essersi fidati del fatto che l’app Sparrow Wallet scaricata dall’App Store per iOS fosse legittima, mentre in realtà si trattava di un’imitazione fraudolenta progettata per rubare Bitcoin agli utenti.
Il sito Macrumors spiega che Sparrow Wallet è disponibile solo per Windows, macOS e Linux. Questo noto Wallet di Bitcoin non è disponibile su iOS, ma i truffatori hanno rilasciato sull’App Store app civetta per ingannare gli utenti e indurli a cedere il controllo dei propri fondi.
«Gli utenti hanno scoperto che i loro account erano stati svuotati e che loro beni in criptovalute erano stati trasferiti nei portafogli privati dei truffatori», si legge nella denuncia. «È stato possibile mettere in atto la frode perché Apple ha approfittato della fiducia dei consumatori, deliberatamente coltivata in oltre un decennio di promozione dell’App Store, indicato come un ambiente eccezionalmente sicuro e affidabile».
Le parti lese, James Ramirez, Christopher Ellis e Jalen Delgado, affermano che, da maggio ad agosto del 2025 sono stati sottratti loro rispettivamente 875.000$, 840.000$ e 120.000$.
Tra le accuse contro Apple anche mancati interventi dopo segnalazioni, e la presenza di altre finte app Sparrow che rimangono tuttora sull’App Store.
Craig Raw, lo sviluppatore di Sparrow Wallet, criticato la lentezza di Apple nel rimuovere molteplici versioni false della sua app apparse sull’App Store. In un post sui social media del gennaio 2024, ad esempio, scrive: “C’è ancora una finta app ‘Sparrow Wallet’ sull’App Store di @Apple, nonostante io e altri l’abbiamo segnalata settimane fa”.
Lo scorso mese Raw ha riferito del tentativo di proteggere gli utenti — mediante l’invio all’App Store di un’app “segnaposto” contenente screenshot promozionali in cui si specificava che Sparrow Wallet è un’applicazione solo per desktop; lo sviluppatore ha avuto come unico risultato la segnalazione del suo account sviluppatore Apple per la chiusura a causa di “condotta fraudolenta”. In seguito, Apple ha annullato tale decisione.
I ricorrenti chiedono il risarcimento dei danni, compreso il rimborso di tutti i fondi ingiustamente persi a causa della finta app Sparrow Wallet.
Complessità e problematiche nel processo di revisione delle app
Revisionare su scala globale l’App Store di Apple è una delle sfide ingegneristiche e operative più complesse al mondo. Per comprendere la difficoltà del processo, occorre considerare i volumi di lavoro, la velocità richiesta e la raffinatezza delle truffe moderne.
La Mela riceve ogni settimana tra 100.000 e 130.000 invii (tra nuove app, aggiornamenti di versione, acquisti in-app e correzioni di bug). Significa elaborare mediamente 15.000–20.000 richieste al giorno. Nonostante i controlli, app fraudolente o pericolose riescono periodicamente a superare i filtri (a questo indirizzo un nostro articolo con varie esempi di truffe messe in campo da alcuni sviluppatori per cerasre di aggirare i controlli dell’App Store).













