Aveva installato TikTok solo per capire come funzionava. In poche ore si è accorto che rischiava di diventare una droga. È la storia raccontata da Sam Altman, CEO di OpenAI, che dopo essersi ritrovato a trascorrere tre ore consecutive a scorrere video ha deciso di cancellare l’app dal telefono.
Sam Altman ha rivelato di essersi ritrovato nell’impossibilità di smettere di scorrere l’infinito flusso di video. Aveva originariamente scaricato TikTok per studiarne la natura coinvolgente mentre OpenAI lavorava a Sora, il sistema di generazione video che in una fase del progetto avrebbe dovuto dare vita anche a un’app social concorrente delle principali piattaforme video.
Altman ha spiegato di essersi reso conto che il tempo trascorso davanti allo schermo stava sfuggendo al suo controllo. Aveva deciso di usare TikTok ogni giorno solo per pochi minuti, ma un giorno si è accorto di essere rimasto seduto sul divano per tre ore a guardare video. A quel punto ha deciso di rimuovere completamente l’applicazione. «L’ho cancellata: è troppo potente», ha raccontato durante un recente episodio del podcast «Relentless».
Mentre Altman cercava di non perdere tempo con lo scrolling compulsivo, OpenAI si è ritrovata ad affrontare un problema molto simile da un’altra prospettiva. Il progetto di un’app social basata sull’intelligenza artificiale, nata attorno a Sora per competere con le principali piattaforme video, è stato infatti abbandonato a marzo anche per una questione di risorse: generare milioni di video richiede un’enorme potenza di calcolo, con costi dei server troppo elevati per sostenere un flusso continuo di contenuti gratuiti.
Altman e OpenAI sono in pratica arrivati alla stessa conclusione da prospettive diverse. Il CEO si è reso conto che lo scorrimento infinito dei video consumava troppo del suo tempo personale, mentre gli ingegneri dell’azienda hanno capito che generare quegli stessi video consumava una quantità enorme di potenza di calcolo, rendendo il progetto economicamente poco sostenibile.
Pochi giorni fa la Commissione europea ha rilevato in via preliminare che Meta avrebbe violato la legge sui servizi digitali a causa del design che crea dipendenza di Instagram e Facebook. Anche questi social alimentano infatti la voglia dell’utente di continuare a scorrere i contenuti, spostando il cervello in una sorta di “modalità pilota automatico” e contribuendo allo sviluppo di abitudini malsane e di un utilizzo compulsivo.



















