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La batteria Chery passa 24 ore in acqua salata, poi torna sull’auto per un secondo test

Una batteria plug-in hybrid immersa per 24 ore in acqua salata, rimontata sul SUV e subito sottoposta a una seconda prova: far strisciare il fondo della vettura contro un gradino rigido alto 25 centimetri. Chery ha scelto questa sequenza per mettere alla prova il pacco da 34,46 kWh della Tiggo 9 CSH Super Hybrid contro due problemi molto diversi: infiltrazioni e urti provenienti dal fondo dell’auto.

Al termine delle due prove la batteria ha continuato a funzionare. Non sono stati rilevati segni visibili di corrosione, rigonfiamenti o perdite dopo l’immersione, mentre il successivo impatto ha danneggiato superficialmente il rivestimento della protezione inferiore senza provocare crepe nell’involucro del pacco.

Il test si è svolto a Costanza, sul Mar Nero, durante il CHERY Black Sea Safety Challenge, prima edizione europea del programma di prove organizzato dal costruttore cinese. Le verifiche tecniche sulla batteria sono state effettuate da ingegneri FEV, società tedesca specializzata in ingegneria automobilistica, davanti a oltre 150 giornalisti provenienti da 16 Paesi europei.

24 ore in acqua salata, ma più salata del Mar Nero

Il primo test ha interessato direttamente il pacco batterie da 34,46 kWh, immerso completamente per 24 ore in una vasca contenente circa 4.000 litri d’acqua.

La concentrazione di sale era di 35 grammi per litro, equivalente a una salinità del 35 per mille. È un valore vicino alla media degli oceani e quasi doppio rispetto alla salinità media del Mar Nero, nonostante il nome scelto per la manifestazione.

Il dettaglio ha una conseguenza pratica. L’acqua salata conduce elettricità più facilmente dell’acqua dolce e mette maggiormente sotto stress guarnizioni, connessioni, superfici metalliche e punti di tenuta dell’involucro.

Dopo le 24 ore gli ingegneri non hanno riscontrato segni visibili di corrosione, rigonfiamenti o perdite. Non sono state trovate neppure tracce d’acqua all’interno dei connettori ad alta e bassa tensione o nella valvola di sfogo della pressione.

Chery immerge per 24 ore in acqua salata la batteria della Tiggo 9 CSH - macitynet.it
Foto di Chery Automobile

8,067 Pa al minuto e oltre 500 MΩ, cosa indicano questi numeri

L’ispezione visiva è stata accompagnata da due misurazioni che permettono di capire meglio il risultato. Per controllare la tenuta dell’involucro, la batteria è stata messa in pressione misurando la velocità con cui questa diminuiva.

Il risultato è stato di 8,067 Pa al minuto, contro un limite di accettazione di 31 Pa al minuto previsto per questa prova. Una perdita più contenuta indica che l’involucro ha mantenuto la propria tenuta anche dopo la lunga immersione.

La seconda misura riguarda l’isolamento elettrico. La resistenza fra i terminali ad alta tensione e l’involucro è rimasta superiore a 500 MΩ: un valore elevato indica che non si è creato un percorso conduttivo significativo fra il circuito ad alta tensione e la struttura esterna della batteria.

Sono dati più interessanti della sola osservazione esterna perché verificano due aspetti fondamentali per un pacco installato sotto il pavimento di un’auto: impedire all’acqua di raggiungere i componenti interni e mantenere elettricamente isolato il sistema ad alta tensione.

Dall’acqua direttamente alla prova contro il gradino

Terminati i controlli, la stessa batteria è stata reinstallata sulla Tiggo 9 CSH Super Hybrid. L’auto si è avviata regolarmente e il test è proseguito senza sostituire il pacco con un’altra unità.

La vettura ha affrontato a 14-15 km/h un ostacolo rigido alto 25 centimetri, provocando volontariamente il contatto e lo sfregamento della parte inferiore dell’auto. È una situazione che richiama, in forma controllata, ciò che può accadere incontrando pietre, bordi, rampe molto accentuate o brusche variazioni del livello della strada.

Dopo l’urto è risultato danneggiato superficialmente il rivestimento in PVC della piastra inferiore, mentre sull’involucro della batteria non sono state individuate crepe o deformazioni strutturali.

Sono rimasti integri anche i connettori ad alta e bassa tensione tra batteria e vettura e i collegamenti del circuito di raffreddamento. Chery riferisce inoltre che non sono state rilevate perdite di elettrolita, propagazioni termiche anomale o segnalazioni di sicurezza sul quadro strumenti.

Cosa protegge la batteria della Tiggo 9 CSH

La protezione del pacco non dipende soltanto dall’involucro esterno. Chery utilizza una struttura multistrato che comprende nella parte inferiore una piastra in acciaio con resistenza dichiarata di 780 MPa, destinata ad assorbire e distribuire gli urti provenienti dalla strada prima che raggiungano le celle.

Il sistema Chery Super Hybrid, o CSH, prevede inoltre l’interruzione dell’alimentazione ad alta tensione entro 2 millisecondi in determinate condizioni di collisione. Chery dichiara per le celle un intervallo operativo compreso fra -35 e +60 °C.

Sono specifiche del costruttore e vanno distinte dai risultati osservati durante la prova in Romania. In questo caso sono stati effettivamente controllati involucro, isolamento, connettori e circuito di raffreddamento dopo l’immersione e dopo il successivo urto sul fondo.

IP68 e 24 ore in acqua salata non indicano la stessa cosa

Chery dichiara per il pacco batterie una protezione IP68. Questa certificazione descrive la capacità dell’involucro di resistere all’ingresso di polvere e acqua secondo determinate condizioni di prova, ma la sigla da sola non equivale automaticamente all’esperimento effettuato a Costanza.

Nel Black Sea Safety Challenge cambiano infatti durata, salinità e sequenza delle sollecitazioni. Le 24 ore nell’acqua con 35 grammi di sale per litro verificano anche come si comportano guarnizioni, connessioni e superfici esposte in un ambiente particolarmente aggressivo; subito dopo, lo stesso pacco è stato utilizzato per una prova meccanica.

È questa successione ad avere maggiore interesse: la batteria non è stata semplicemente immersa e aperta per un’ispezione, ma rimontata su una vettura funzionante e sottoposta a un secondo stress di natura completamente diversa.

Cosa dimostra il test e cosa non dimostra

Acqua e urti dal basso non sono scenari astratti. Forti piogge possono creare tratti di strada allagati, mentre pietre, cordoli, rampe o fondi sconnessi possono colpire proprio la zona nella quale le auto elettrificate ospitano il pacco batterie.

Le prove di Chery mostrano come quello specifico pacco della Tiggo 9 CSH abbia mantenuto tenuta, isolamento elettrico e funzionalità nelle condizioni utilizzate durante la dimostrazione. È un risultato misurabile, ma non significa che una batteria possa affrontare qualsiasi immersione o qualsiasi impatto senza conseguenze.

Il Black Sea Safety Challenge resta infatti una dimostrazione tecnica organizzata dal costruttore: non viene presentata come una prova Euro NCAP né come una certificazione della durata della batteria nel corso degli anni. Allo stesso modo, un’auto realmente sommersa dall’acqua o che abbia subito un forte urto sul fondo deve essere controllata prima di continuare a utilizzarla, anche in assenza di spie o danni immediatamente visibili.

Il test permette però di vedere in azione sistemi che normalmente rimangono nascosti sotto il pavimento. Per chi utilizza un’auto elettrica o plug-in hybrid, protezione meccanica, tenuta dell’involucro, isolamento elettrico e capacità di disconnettere rapidamente l’alta tensione sono elementi altrettanto rilevanti di autonomia, potenza e tempi di ricarica.

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