iPhone 18 Pro parte forte in Cina: nei primi tre giorni di vendita la nuova generazione Pro ha registrato un aumento del 12% rispetto a iPhone 17 Pro nello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato ha permesso ad Apple di conquistare nella 38ª settimana del 2026 il 33% delle vendite di smartphone in Cina, portando l’azienda al primo posto nel mercato settimanale.
I numeri arrivano dal China Weekly Smartphone Sell-Out Tracker di Counterpoint Research e vanno letti tenendo conto delle date. La settimana considerata va dal 14 al 20 settembre, mentre iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono arrivati nei negozi cinesi il 18 settembre: il dato riguarda quindi soltanto i primi tre giorni effettivi di disponibilità.
È ancora presto per capire se Apple riuscirà a mantenere questo ritmo per l’intero trimestre, ma la partenza assume particolare rilievo perché arriva mentre il mercato cinese degli smartphone attraversa una fase debole, con vendite settimanali in calo a doppia cifra su base annua da luglio.
Il rinvio di iPhone 18 potrebbe avere favorito i modelli Pro
Secondo Counterpoint dietro alla partenza di iPhone 18 Pro ci sono più fattori. Uno dei principali potrebbe essere la scelta di Apple di non lanciare a settembre il modello base di iPhone 18.
Come abbiamo già spiegato parlando delle novità di iPhone 18 Pro, il modello standard è atteso soltanto nella primavera del 2027. Chi in queste settimane vuole acquistare un iPhone della nuova generazione deve quindi orientarsi sui modelli Pro oppure sugli altri nuovi dispositivi della gamma.
Questo potrebbe avere spinto una parte degli acquirenti che normalmente avrebbe scelto il modello base verso iPhone 18 Pro e Pro Max.
«Il lancio posticipato del modello base di iPhone 18 potrebbe aver spinto alcuni consumatori verso la serie Pro», osserva Ivan Lam, Senior Analyst di Counterpoint Research.
Anche i prezzi dei rivali stanno aiutando Apple
C’è poi una seconda componente, probabilmente ancora più importante: il prezzo degli smartphone Android di fascia alta in Cina sta aumentando.
L’aumento dei costi delle memorie e l’arrivo dei nuovi chip realizzati con processo produttivo a 2 nanometri stanno incidendo soprattutto sui modelli con maggiore capacità di archiviazione. Secondo Counterpoint, diversi flagship cinesi hanno registrato rincari superiori all’equivalente di 200 dollari rispetto alla generazione precedente.
Anche Apple ha aumentato i prezzi. In Italia, ad esempio, abbiamo visto che iPhone 18 Pro costa 150 euro in più nella configurazione di ingresso, mentre salendo con la memoria le differenze rispetto alla generazione precedente diventano ancora più consistenti.
In Cina, però, l’aumento dei prezzi dei concorrenti ha contemporaneamente ridotto la distanza tra un iPhone Pro e molti smartphone Android premium. È questo l’aspetto che Counterpoint considera determinante: quando anche i modelli concorrenti diventano sensibilmente più costosi, il prezzo dell’iPhone appare relativamente meno distante.
Secondo Ivan Lam, gli aumenti superiori ai 200 dollari registrati da numerosi flagship cinesi potrebbero avere modificato il punto di riferimento utilizzato dagli acquirenti per valutare il prezzo di uno smartphone premium, migliorando così la posizione relativa di iPhone.
I produttori Android alle prese con memorie e chip più costosi
Anche i principali produttori cinesi di smartphone Android hanno presentato a settembre le nuove generazioni di fascia alta, con molti modelli arrivati sul mercato prima delle vacanze per la Festa Nazionale cinese.
Il problema è che l’aumento del costo delle memorie sta incidendo direttamente sui listini. I rincari risultano più evidenti proprio sulle configurazioni con maggiore capacità e sui dispositivi che adottano i nuovi SoC, cioè i chip che riuniscono processore, grafica e altri componenti principali dello smartphone, realizzati con processo produttivo a 2 nanometri.
Counterpoint ritiene che questi aumenti possano frenare le vendite dei nuovi flagship Android cinesi durante il quarto trimestre, portando questa generazione a risultati inferiori rispetto ai rispettivi predecessori.
La precisazione è importante: la previsione di vendite più deboli formulata dalla società di analisi riguarda i nuovi modelli dei produttori cinesi citati nel rapporto, non iPhone 18 Pro.
Apple arrivava già da due trimestri positivi in Cina
La buona partenza di iPhone 18 Pro non è peraltro un dato completamente isolato.
Nel primo trimestre del 2026 Apple aveva registrato in Cina una crescita delle spedizioni del 20% su base annua, risultando il marchio con l’incremento maggiore tra i primi sei produttori.
La tendenza era proseguita anche nel trimestre successivo. Secondo Counterpoint, nel secondo trimestre le spedizioni di iPhone erano cresciute del 23% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il mercato complessivo cinese diminuiva.
Già allora la società di ricerca aveva indicato tra le ragioni della crescita di Apple la relativa stabilità dei prezzi degli iPhone rispetto ai rincari dei dispositivi Android, provocati soprattutto dall’aumento del costo dei componenti.
Il mercato cinese resta però debole
Il dato del 33% registrato da Apple nella settimana di lancio non deve quindi essere confuso con una quota destinata necessariamente a essere mantenuta nel tempo. Si tratta di una fotografia di una singola settimana, fortemente influenzata dall’arrivo nei negozi di una nuova generazione di iPhone.
Il quadro generale resta infatti difficile. Counterpoint segnala che le vendite settimanali di smartphone in Cina diminuiscono a doppia cifra su base annua da luglio, penalizzate dalla domanda debole e dall’aumento dei costi delle memorie.
I numerosi nuovi prodotti presentati a settembre potrebbero produrre un recupero rispetto ai mesi estivi, ma serviranno le prossime settimane per capire quanto della forte partenza di iPhone 18 Pro sia dovuto all’effetto lancio e quanto possa trasformarsi in una crescita più duratura.

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