Apple studia un sistema per ricavare la frequenza cardiaca dalle misurazioni di più dispositivi indossabili, scegliendo e combinando i dati in base alla loro attendibilità. L’obiettivo è affrontare un problema familiare a chi si allena con uno smartwatch: il segnale può peggiorare quando il sensore perde aderenza o il movimento rende più difficile la lettura.
Un cinturino troppo largo o i movimenti irregolari di uno sport possono influire sulla misurazione al polso. Anche Apple, nelle indicazioni per ottenere dati più accurati da Watch, distingue attività ritmiche come la corsa da discipline come tennis e boxe, nelle quali il braccio si muove in modo meno regolare.
La collaborazione fra sensori collocati in punti diversi del corpo potrebbe aiutare a mantenere una lettura utile durante l’allenamento. Il brevetto descrive un possibile metodo per farlo, senza dimostrare da solo quanto migliorerebbe la precisione rispetto ai prodotti attuali.
Prima si seleziona una lettura, poi si calcola il battito
Il brevetto US 12.758.110 B2, concesso ad Apple il 13 ottobre 2026 dall’USPTO, l’ufficio statunitense brevetti e marchi, presenta una configurazione con tre dispositivi indossabili dotati di sensore cardiaco.
Due dispositivi confrontano le misurazioni riferite a una stessa finestra temporale e ne trasmettono una al terzo. Quest’ultimo usa il dato ricevuto insieme alla propria misurazione per generare il valore da mostrare all’utente.
Il punto è valutare la qualità delle fonti prima di utilizzarle: una media indiscriminata potrebbe includere anche una lettura disturbata. La scelta può essere aggiornata nel tempo, seguendo le condizioni della misurazione.
Il documento pubblicato dall’USPTO riguarda dunque il coordinamento dei sensori e l’elaborazione dei loro dati. Non annuncia una funzione già disponibile né indica una data di arrivo.
I tre sensori possono essere due auricolari e un orologio
La descrizione completa cita espressamente una coppia di dispositivi indossati alle orecchie e uno smartwatch. I due auricolari possono quindi rappresentare due sorgenti distinte, alle quali si aggiunge quella al polso.
È previsto anche un possibile ruolo per lo smartphone, incaricato di ricevere ed elaborare i dati. Questo non implica che un iPhone debba funzionare come terzo sensore cardiaco: raccogliere le misurazioni e misurare direttamente sono compiti differenti.
Il testo contempla sia la selezione delle fonti sia combinazioni con pesi legati alla loro attendibilità, oltre alla possibile disattivazione temporanea di alcuni sensori. La descrizione menziona anche applicazioni ad altri parametri, come variabilità della frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno e frequenza respiratoria: il suo ambito va quindi oltre il solo battito.
Cosa fanno già Apple Watch e AirPods Pro 3
Gli AirPods Pro 3 integrano già sensori per la frequenza cardiaca. Nel manuale Apple viene spiegato che, indossandoli insieme ad Apple Watch durante un allenamento, il sistema dispone di più flussi di dati e utilizza automaticamente la sorgente considerata più attendibile in quel momento.
La selezione della fonte è quindi già documentata. Il brevetto descrive ulteriori modalità di coordinamento e combinazione, ma non permette di stabilire quali siano implementate nei dispositivi in vendita o quali possano arrivare con aggiornamenti futuri.
Per chi usa già orologio e auricolari, resta essenziale la vestibilità: il cinturino deve mantenere il sensore a contatto con la pelle e gli auricolari devono aderire correttamente all’orecchio. Disporre di più sorgenti non elimina la necessità di raccogliere un buon segnale.
Un brevetto, senza promesse sui prossimi prodotti
Il beneficio da verificare sul campo sarebbe una maggiore continuità delle letture quando uno dei sensori incontra difficoltà. Il documento non fornisce però risultati comparativi sufficienti per quantificare questo vantaggio e non conferma compatibilità o tempi di introduzione.
Per conoscere le altre soluzioni depositate o ottenute dall’azienda è possibile consultare la sezione dedicata ai brevetti Apple di Macitynet.




















