Scrutare una scala buia, sbirciare sotto un letto e vedere uno spirito che sembra attraversarci: su Apple Vision Pro, Remnants porta gli espedienti del cinema horror nello spazio di chi guarda. Il cortometraggio di Ti West esplora le possibilità del video immersivo, tra il coinvolgimento di un castello infestato e i limiti di un’esperienza che richiede un visore costoso.
Dal 16 ottobre Apple offre gratuitamente per i possessori di Vision Pro “Remnants”, il primo film horror realizzato nel formato Immersive Video. Lo firma Ti West, regista della trilogia “X”, “Pearl” e “MaXXXine” e di “The House of the Devil”.
Variety riferisce di averlo isto in anteprima negli uffici newyorkesi di Apple, e il resoconto del giornalista William Earl offre più di una recensione: è un primo bilancio su cosa può diventare il cinema immersivo.
Il corto dura 27 minuti ed è ambientato nella Londra del 1886. Eleanor, interpretata da Lucy Boynton, deve valutare il castello di Woldmere, una dimora abbandonata. Un uomo del posto, con il volto di Ralph Ineson, la avverte che l’edificio è infestato. La trama è volutamente essenziale, e secondo Earl è un vantaggio: lascia allo spettatore il tempo di girare la testa intorno e perdersi nell’ambiente. La scena iniziale in una taverna d’epoca è così curata che la sensazione di trovarsi davvero coinvolge quasi tutti i sensi.
L’horror che circonda lo spettatore
Il formato dà il meglio quando si entra nel castello. Lo spettatore finisce per comportarsi come la protagonista: scruta le scale e le stanze buie in cerca di presenze, sobbalza agli spaventi improvvisi, prova disagio fisico nelle scene più sgradevoli. West rilegge diversi cliché del genere in chiave immersiva. La pioggia sembra cadere dritta negli occhi, uno spirito pare attraversare chi guarda, e ci si ritrova nascosti sotto le coperte o a sbirciare sotto il letto accanto a Eleanor.

I limiti di un’immagine troppo reale
Non mancano i difetti: la definizione estrema porta anche a notare dettagli che il cinema normalmente nasconde, come il trucco sul viso degli attori. Anche sul fronte della paura il risultato è contenuto: con la classificazione PG-13, “Remnants” è più atmosferico che terrificante.
Apple non si sbilancia sui progetti futuri, ma un lungometraggio immersivo sembra solo questione di tempo. Restano però dubbi pratici: un’ora e mezza con il visore in testa è sostenibile senza affaticamento o nausea? Il vero ostacolo resta il prezzo del visore (3699$ negli USA), cifra che confina la tecnologia in questione a una nicchia di utenti. “Remnants” dimostra ad ogni modo che il cinema immersivo può funzionare e regalare momenti sorprendenti. Perché diventi qualcosa di più di una vetrina tecnologica, però, servirà un hardware alla portata di molti più spettatori.
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Vision Pro continua ad avere un suo mercato di nicchia, soprattutto nel settore enterprise. Il visore viene già utilizzato in ambiti come l’addestramento dei piloti, la progettazione di cucine di design e i flussi di lavoro ingegneristici.



















