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Greenpeace: Apple migliora sulle energie rinnovabili ma la strada è ancora lunga

Greenpeace migliora i voti assegnati ad Apple per quanto riguarda l’approvvigionamento da fonti di energia rinnovabili ma, allo stesso tempo, l’associazione ecologica sottolinea come la strada da percorrere da Cupertino per arrivare all’indipendenza completa dalla fonti inquinanti sia ancora lunga.

Nella classifica sull’uso delle energie rinnovabili da parte dei colossi del settore IT l’associazione ambientalista assegna ad Apple un punteggio del 22,6%, un sensibile miglioramento rispetto al 15,3% assegnato nella precedente versione del report intitolato Nuvola Digitale. Quanto è pulita? realizzato in aprile. Nell’indagine in primavera Greenpeace aveva indicato Apple, Amazon e Microsoft come le peggiori tra i colossi IT, in particolare Cupertino rappresentava il fanalino di cosa con il 55% del fabbisogno energetico complessivo ottenuto da centrali a carbone e il 27,8% da quelle nucleari.

Secondo le nuove rilevazioni di Greenpeace, riportate da Macgeneration, ora Apple ottiene il 33,5% di energia da centrali a carbone mentre dal nucleare solamente l’11,6%. L’associazione ambientalista migliora tutti i precedenti punteggi assegnati alla Mela per quanto riguarda la localizzazione delle infrastrutture che passa da F a D, la strategia di mitigazione delle emissioni dei gas serra passa da D a C mentre l’uso e il sostegno delle energie rinnovabili passa da D a C. Rimane invece invariato il giudizio di Greenpeace sulla trasparenza energetica della Mela che rimane sempre D.
Greenpeace apple bivioCosì pur dando credito a Cupertino per i miglioramenti compiuti Greenpeace indica ad Apple alcune strategie per migliorare ulteriormente e soprattutto, sul lungo termine, per rendersi completamente indipendente dalle fonti di energia sporche o tradizionali. Secondo Greenpeace Apple dovrebbe scegliere un fornitore di energia verde e rinnovabile per il data center in Oregon invece dell’acquisto di crediti energetici. Per quanto riguarda il nuovo data center nella Carolina del Nord Cupertino dovrebbe sfruttare il proprio potere d’acquisto, come uno dei 10 principali clienti del fornitore Duke Energy, per spingere la compagnia elettrica ad abbandonare i piani per il continuo sfruttamento del carbone per passare a fonti rinnovabili.

Ricordiamo che proprio per il mastodontico data center in Carolina, uno dei più grandi al mondo, Apple ha dichiarato che l’approvvigionamento sarà presto interamente realizzato con energia solare grazie a una immensa solar farm ora in costruzione, anche questa una delle più grandi del pianeta. Secondo Greenpeace Apple non dovrebbe poi rivendere l’energia prodotta in eccesso a Duke Energy, nemmeno per ottenere crediti energetici. Sempre per questo data center Apple dovrebbe poi puntare sul biogas per alimentare direttamente le pile a combustibile.

In definitiva Greenpeace non migliora il punteggio di Apple sulla trasparenza energetica per l’assenza di un piano che indichi un percorso realistico verso l’indipendenza dalle fonti di energia tradizionali e inquinanti. I consigli di Greenpeace rivolti alla Mela sono diversi e sono contenuti nel nuovo dettagliato report intitolato “A Clean Energy Road Map for Apple disponibile in PDF.

Ricordiamo che lo scontro Greenpeace-Apple conta diversi episodi negli ultimi mesi: a partire dal report di aprile con la bocciatura di Apple, Amazon e Microsoft, ricordiamo la risposta di Cupertino sull’inaccuratezza dei dati e poi diverse manifestazioni di Greenpeace in varie location Apple nel mondo come quella a Cupertino a maggio e, sempre a maggio, il blocco della linea ferroviaria e davanti a diversi Apple Store in USA.
Greenpeace tabella energia verde luglio 2012

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