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Il nuovo iPad supporta LTE, ecco di cosa si tratta

Long Term Evolution (LTE) è la più recente evoluzione degli standard di telefonia mobile. Questa nuova tecnologia si colloca in una posizione intermedia fra gli standard 3G e quelli di quarta generazione (4G). In un periodo in cui la velocità di download sta assumendo un ruolo sempre più importante, a causa dell’incremento di utilizzo di smartphone e tablet da parte degli utenti per guardare film, ascoltare musica e navigare su internet, questa nuova tecnologia permette sulla carta di scaricare film di 700MB in meno di un minuto e visualizzare simultaneamente in streaming quattro film in HD senza alcun tempo di attesa per il buffering.

I chip che gestiscono questa tecnologia, infatti, sono potenzialmente in grado di supportare una velocità di trasferimento dati in download wireless fino a 100 Mbps (megabit per secondo) e velocità in upload pari a 50Mbps.  La maggior parte degli operatori di telefonia mobile sta sviluppando reti 4G basate su tecnologia LTE e secondo dati di aziende come LG, l’85 percento dei gestori sarà in grado di aggiornare le proprie reti verso la tecnologia LTE in tempi brevi e con costi notevolmente ridotti rispetto all’implementazione di una nuova rete.

Dal punto di vista tecnico, LTE supporta trasmissioni in modalità TDD (Time Division Multiplexing) o FDD (Frequency Division Multiplexing) in grado di sfruttare frequenze nel range dagli 1.4 ai 20 MHz. Le frequenze usate, infatti, possono variare da nazione a nazione e sono anche supportate le frequenze dei network GSM tradizionali. I dispositivi possono sfruttare un sistema di ricetrasmissione multi-antenna, sino a un massimo di 4×4 terminali permettendo di ottenere velocità di punta variabile dai 75 Mbit al secondo (con una sola antenna) ai 300 Mbps (in configurazione 4×4). LTE offre vantaggi anche dal punto di vista della latenza: questa, infatti, si abbassa sotto i 20 millisecondi, rispetto ai 45 dell’HSPA. Sfruttando pacchetti IP di dimensioni ridotte, si può scendere addirittura sino a 5ms.

In mobilità i dispositivi possono interagire con la rete anche a 350Km orari: il sistema è perfetto dunque per l’utilizzo in auto/treno. Le celle sono inoltre gestite in modo più efficiente e ogni stazione base può gestire tramite canali da 5 MHz centinaia di terminali attivi allo stesso momento. Le dimensioni delle celle cambiando secondo la frequenza e l’installazione utilizzata: trasmettendo sugli 800MHz si possono raggiungere anche i 5 Km; nelle aree urbane ad alta densità di antenne e popolazione si scende sotto il chilometro.

In Italia i principali operatori si sono spartiti sei lotti nelle frequenze degli 800MHz e hanno iniziato la sperimentazione. La sola Telecom Italia, ad esempio, ha investito 1 miliardo e 260 milioni di euro per l’acquisizione delle frequenze a 800, 1800 e 2600 MHz. Nulla ancora è dato sapere sull’avvio della prima fase commerciale, ma secondo alcune dichiarazioni dei mesi scorsi, Telecom, con 3 e Vodafone, avrebbe intenzione di lanciare il servizio in alcune città italiane entro la fine dell’anno in corso. Non si tratterà certo di una copertura capillare, ma potrebbe essere un buon sistema per innescare un circolo virtuoso che porterà a trainare anche il mercato, di fatto ora assente, dei dispositivi LTE.

[A cura di Mauro Notarianni]

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