Addio al primo indirizzo di posta elettronica del New York Times

primo indirizzo di posta elettronica

La storia dell’email più particolare del giornalismo americano, nata prima del sito ufficiale su iniziativa del giornalista John Markoff

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Il primo indirizzo di posta elettronica del New York Times. Più o meno. E adesso è stato spento. La storia della casella [email protected] è una avventura di come era una volta Internet: sconosciuta ai più, ingenua, lasciata all’iniziativa dei singoli. Verrebbe da dire, una internet a misura d’uomo e non come quella di oggi, in cui ad esempio metà di tutto il traffico del web viene generato da dieci siti.

Ecco la storia di John Markoff, giornalista del New York Times, come la racconta lui stesso: è iniziata 28 anni fa e si è conclusa da qualche settimana quando il NYTimes, la “vecchia signora” del giornalismo americano, ha deciso di ritirare la casella e chiuderla.

Markoff, sempre interessato all’informatica di rete, già negli anni Settanta era riuscito a procurarsi un account di posta elettronica (uno dei primi) su un computer conosciuto come MIT-AI di Cambridge, tramite una connessione con modem a 300 baud su un numero lasciato aperto per gli appasssionati dalla Nasa-Ames a Mountain View, in California. Nella pionieristica epoca dei primi computer bastava semplicemente riuscire a raggiungere da remoto il server per vedersi assegnato automaticamente e gratuitamente uno dei primi indirizzi di posta elettronica.

primo indirizzo di posta elettronica

Nel tempo erano iniziate, a partire dagli anni Ottanta, le offerte commerciali di Source, CompuServe. MCIMail e Prodigy. Markoff, che utilizzava un account californiano di notevole importanza, cioè The Well, quando venne assunto dal New York Times e si trasferì sulla costa orientale decise che era il momentop di “celebrare” la cosa comunicandolo al mondo con un nuovo indirizzo di posta. E questa volta, dato che il NYTimes non aveva un suo servizio di posta aziendale o, se è per quello, un domimio registrato (il primo commerciale fu quello di Symbolics), decise di registrare l’indirizzo nyt.com e gestire da esso la sua posta elettronica, [email protected]

Qualche anno dopo il New York Times capì l’importanza di avere un sito web e delle caselle di posta elettronica (furono i vertici della proprietà a capirlo, dopo un pranzo con Bill Gates) e registrò il dominio che noi tutti conosciamo, cioè nytimes.com. Venne lasciato a Markoff il suo dominio “speciale” che poi, negli anni Novanta il giornalista cedette al NYTimes in cambio di avere la propria casella di posta elettronica sempre mantenuta attiva. Nonostante qualche “scivolone”, risolto ricordando al dipartimento IT dell’accordo stretto, Markoff ha potuto sostanzialmente utilizzare il suo indirizzo di posta elettronica anche dopo la pensione.

Arriviamo ai giorni più recenti, quando per contenere i costi e gestire in maniera uniforme gli asset digitali e proteggersi soprattutto dallo spam, che aveva iniziato a bersagliare con livelli di traffico enormi l’indirizzo “speciale”. Tanto che, a dicembre scorso, fu deciso di comune accordo di “mettere a dormire per sempre” l’indirizzo di posta elettronica e il dominio nyt.com.

primo indirizzo di posta elettronica