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Aiino mi-football dock per iPod: la recensione del più classico dei dock divertenti

Chi segue come Macitynet le fiere del settore sa bene che mi-football, il dock per iPod distribuito con il marchio Aiino non è un progetto recente ma una evoluzione dei primissimi iPig, i dock a forma di maiale che furono tra i primi a combinare una buona potenza con l’aspetto giocoso. Il costruttore in questi anni si è cimentato con tutta una serie di varianti dalla varie forme ma vuoi per la passione per il calcio che si abbina spesso a quella per la musica vuoi per l’aspetto familiare del compatto sistema audio, il mi-football nelle sue due versioni per iPod e per iPhone è diventata una presenza constante nei negozi Apple e nei punti vendita che commercializzano prodotti con la mela e accessori.

A favorire gli acquisti c’è anche il basso prezzo (che vede in più per il mese di agosto una offerta straordinaria – si veda a fine articolo) e la dimensione ridotta del prodotto: in pratica un invito a sistemarlo sul comodino di nostro figlio o collocarlo sulla mensola del nostro studio se siamo abbastanza spiritosi da mostrare oggetti pop-style. Ma mi-football nasconde anche doti inaspettate. L’abbiamo provato per voi. 

aino mii

La confezione, la dotazione e i collegamenti
Come potete notare dalla galleria fotografica nella scatola colorata in cartone all’esterno e cartone riciclato al’interno troviamo il sistema dock, l’alimentatore con comodo cavo philips standard, il telecomando ricco di tasti, uno strumento per estrarre la parte superiore della conchiglia dock e pure un cavo audio jack-jack per collegare dispositivi esterni. E’ da notare, e lo vedrete anche nelle foto, che i cavi terminano con spine ad “L” per ridurre l’ingombro ed essere posizionati nella parte inferiore del dock.

Il dock si presenta come un pallone vero e proprio con dimensioni paragonabili e i pentagoni scuri vengono utilizzati per celare i due speaker anteriori mentre in basso al centro nascondono, grazie ad una parte più incassata, il condotto dei bass reflex e la spia di accensione. Il Dock è sollevato rispetto al piano d’appoggio grazie a 4 piedini inclinati dotati di un gommino antiscivolo che tengono la parte inferiore staccata a qualche centimentro dal dal piano e danno modo al woofer collegato sul fondo di emettere dei bassi di una notevole presenza per un prodotto di tali dimensioni. Sul fondo sono collocati anche l’interruttore di accensione, la presa aux e quella per il collegamento all’alimentatore.

Nella parte superiore abbiamo il dock che accoglie in una vaschettta rimovibile con lo strumento che abbiamo citato prima e permette di inserire gli adattatori universali per dock di Apple, venduti a parte o dati in dotazione a qualche modello iPod o vecchi modelli di iPhone: questa soluzione non viene più adottata dai produttori di dock che preferiscono una presa dock “orientabile” ma è molto comoda per chi ha un vecchio modello di riproduttore digitale e non crea problemi con i modelli nuovi. 

Intorno al dock ci sono i principali comandi a sfioramento per pausa-play, volume e avanzamento tracce che permettono un accesso immediato alla riproduzione della musica anche senza intervenire direttamente sul riproduttore digitale. 

I tasti sono ovviamente replicati sul telecomando che si arricchisce però di una serie interessante di opzioni come il controllo di alti e bassi (del cui livello però non si ottiene un riscontro visivo) la scelta dell’ingresso (dock o aux), la gestione della riproduzione e caratteristica interessante e non sempre presente in dock di questo livello, la gestione dei menu dell’iPod con possibilità di risalire agli album, agli artisti etc ed operare le scelte senza toccare il dispositivo: ovviamente questo tipo di controllo richiede una buona visibilità dello schermo più facile con iPod touch, iPhone o iPod classico che hanno display di dimensioni più grandi.

Dicevamo dell’impossibilità di valutare l’influenza della regolazione dei toni: per risolvere parzialmente il problema ci viene incontro sul telecomando il tasto “default” che porta alti e bassi in regolazione flat e riduce il volume a livelli di sottofondo in modo da correggere eventuali regolazioni “esagerate”.  Il telecomando è di piccole dimensioni e la risposta dei tasti dovrebbe essere un po’ più regolare con un clic udibile su tutti i tasti ma è sicuramente un plus per la comodità d’uso del dock.

Il sistema audio viene venduto in due versioni: una per iPhone ed una per iPod: in realtà quella “meno compatibile” è in grado di far suonare e ricaricare anche i telefoni più recenti casa Apple (e con un iPhone 4S l’abbiamo provata) ma non permette il funzionamento in viva voce durante una telefonata a meno che non lo si colleghi con il cavo aux aggiuntivo e si selezioni il relativo ingresso dal telecomando.

L’ascolto 
Aspettarsi una qualità Wi-Fi da un oggetto di queste dimensioni e di questo costo è un azzarddo ma mi-football come già il suo predecessore iPig è stato progettatto con in mente un pubblico che non ha grosse pretese sulla fedeltà del suono quanto sulla sua presenza e sulla comodità d’uso. Quello che sorprende però è il livello dei bassi che si ottiene grazie al generoso subwoofer piazzato sul fondo e al sistema bass reflex che usa un dotto nella parte frontale proprio sopra alla lucina che segnala l’accensione. Anche gli alti, pure affidandosi a piccoli speaker economici non sono male. Quello che restano un po’ indietro sono le frequenze medie che possono essere parzialmente esaltate con la regolazione (o meglio riduzione) di bassi e alti presente sul telecomando ma che risentono della tipologia di trasduttore utilizzato.

Per un dock da “comodino” di queste dimensioni la separazione stereo non può essere elevata ma un lieve giovamento e’ dato dal posizionamento divaricato dei due speaker sulla superficie della sfera.

La potenza o se vogliamo, la capacità di riempire di suono una stanza di medie dimensioni 16-20 metri quadri è anch’essa fuori dal comune per un oggetto di queste dimensioni, a scapito di una discreta distorsione siamo riusciti a “insonorizzare” a buoni livelli anche vani da 30 metri senza uno scadimento insopportabile delle prestazioni. Insomma un rapporto costo/potenza veramente apprezzabile e una qualità musicale finale adatta al costo finale dell’oggetto.

Qui sotto i dati di targa del dock:
– Risposta di frequenza: 50Hz – 20KHz
– Potenza in uscita: 4W x 2, subwoofer 15W x 1
– Distorsione: a 82dB 

Pro: Versatile, compatto, con una potenza in grado di insonorizzare senza problemi ambienti medio piccoli.

Contro: Resa sulle frequenze medie. Telecomando con tasti non troppo precisi.

Conclusioni 
Nonostante il look “giocattoloso” mi-footbal è un buon sistema per ascoltare musica senza pretese dal proprio iPod e con tutte le comodità di un versatile telecomando e la solidità di un dock a prova di teen-ager. Lo consigliamo per insonorizzare camere e camerette, angoli studio spiritosi e dare un po’ di vita a qualche TV LCD di piccole dimensioni (grazie all’ingresso aux) che soffre con gli asfittici altoparlanti in dotazione. Rimarrete comunque sorpresi dalle presenza che è in grado di offrire questa piccola sfera.

Prezzo al pubblico: 69,99 Euro Iva compresa la versione iPod, 89,99 Euro la versione iPhone.

Distribuzione: American DataLine

Nota:
Fino alla fine di Agosto 2012 il dock, nella versione per iPod, viene offerto su ePrice al prezzo ultrascontato di 19.90 Euro escluse le spese di spedizione e sarà possibile acquistarlo dal primo al 31 Agosto allo stesso prezzo presso i Mediaworld di Bassano del Grappa, Empoli, Figline Valdarno, Firenze 1, Firenze 2, Grosseto, La Spezia, Lucca, Perugia Collestrada. Pisa, Pistoia cc Agliana, Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5, Terni, Verona.
Si tratta di un prezzo eccezionale che rende il sistema meno costoso di un dock standard Apple senza amplificazione. 

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