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Causa shock di Apple contro OpenAI: “Rubati i nostri segreti industriali”

OpenAI ha rubato segreti industriali di Apple per costruire il proprio dispositivo hardware basato sull’intelligenza artificiale. È questa l’accusa con cui Cupertino ha deciso di trascinare in tribunale la società di Sam Altman, sostenendo che la sua divisione hardware sia stata costruita facendo leva su informazioni riservate sottratte da ex dirigenti e ingegneri della Mela.

Al centro della causa c’è il progetto nato dall’incontro tra OpenAI e Jony Ive, lo storico designer di iPhone che insieme ad Altman lavora a una nuova generazione di dispositivi pensati per portare l’intelligenza artificiale fuori dallo smartphone.

Apple: OpenAI ha costruito il suo hardware con i nostri segreti

La denuncia contiene accuse senza precedenti. Secondo Apple, due suoi ex dipendenti avrebbero copiato documenti confidenziali e trasferito a OpenAI conoscenze strategiche maturate durante gli anni trascorsi a Cupertino.

OpenAI, che nega ovviamente le accuse, avrebbe inoltre sfruttato la vasta rete di ex dipendenti Apple confluiti nella sua organizzazione. La causa sostiene che oggi in OpenAI lavorino oltre 400 persone provenienti da Apple, e che la raccolta di informazioni riservate abbia coinvolto diversi livelli dell’azienda, dagli ingegneri fino ai vertici della nuova divisione hardware.

Per Cupertino non si tratterebbe di iniziative isolate, ma di un’attività più ampia che avrebbe permesso a OpenAI di accelerare lo sviluppo dei suoi futuri prodotti. Nell’atto depositato in tribunale Apple arriva a sostenere che il business hardware della società sia «marcio fin dalle fondamenta», costruito attraverso l’uso illecito di segreti commerciali e informazioni confidenziali.

Tang Tan, l’uomo che ha costruito i prodotti Apple

Il primo nome indicato nella causa è Tang Tan, per anni uno dei dirigenti più importanti dell’organizzazione hardware di Apple. Tan ha avuto un ruolo centrale nella definizione e nello sviluppo di iPhone, Apple Watch e AirPods, partecipando alle decisioni su funzioni, materiali, design e processi di ingegnerizzazione.

La sua uscita da Apple era stata annunciata alla fine del 2023 ed era stata considerata una perdita particolarmente pesante per Cupertino. Poco dopo Tan è entrato nel progetto di Jony Ive, diventando una delle figure chiave di io Products, la startup successivamente acquisita da OpenAI per 6,5 miliardi di dollari.

Secondo Apple, prima di lasciare l’azienda Tan si sarebbe inviato informazioni riservate riguardanti fornitori e componenti. La denuncia sostiene inoltre che avrebbe chiesto a candidati ancora impiegati a Cupertino di portare ai colloqui componenti reali dei prodotti Apple, da utilizzare come materiale da mostrare al team di OpenAI.

Apple lo accusa anche di aver sfruttato i rapporti costruiti durante la sua lunga permanenza a Cupertino per reclutare ingegneri e acquisire conoscenze sull’organizzazione interna, sulle tecnologie e sui prodotti ancora in fase di sviluppo.

Ive recluta il deus ex machina di iPhone per un dispositivo di IA
Tang Tan – dal profilo Linkedin

Le accuse contro Chang Liu

La seconda figura centrale della causa è Chang Liu, ex ingegnere hardware di iPhone entrato in OpenAI all’inizio del 2026.

Secondo la ricostruzione di Apple, Liu avrebbe scaricato decine di documenti riservati contenenti informazioni dettagliate su prodotti non ancora annunciati, presentazioni ingegneristiche, specifiche tecniche e dati proprietari relativi ai progetti hardware di Cupertino.

La sottrazione sarebbe avvenuta mentre Liu era già coinvolto nello sviluppo dei dispositivi di OpenAI. Apple sostiene inoltre che l’ingegnere avrebbe utilizzato il computer di un ex collega per accedere alla rete aziendale e ottenere altri file, spiegandogli come evitare problemi con i controlli del team di sicurezza.

Uno dei passaggi più pesanti della denuncia riguarda il comportamento attribuito direttamente a OpenAI. Cupertino sostiene che alcuni dipendenti in procinto di lasciare Apple sarebbero stati «attivamente istruiti» su come gestire la propria uscita e su come evitare di attirare l’attenzione dei sistemi di sicurezza interni.

Secondo Apple, questo comportamento dimostrerebbe che il trasferimento di informazioni non sarebbe stato il risultato di singole iniziative personali, ma parte di un disegno più ampio finalizzato a portare verso OpenAI documenti, competenze e conoscenze riservate.

La causa arriva mentre continua il passaggio di figure di primo piano da Cupertino alla società di Sam Altman. Tra le defezioni più recenti c’è anche Paul Meade, responsabile dello sviluppo di Vision Pro e degli occhiali intelligenti Apple, entrato nel reparto hardware di OpenAI. Meade non risulta però coinvolto nelle accuse contenute nella denuncia.

Neppure Jony Ive né Evans Hankey, ex responsabile del design industriale di Apple e altra figura di primo piano del progetto, sono citati tra gli imputati.

Apple aveva chiesto a OpenAI di fermarsi

Prima di rivolgersi al tribunale, Apple afferma di aver cercato una soluzione privata. Cupertino avrebbe contattato OpenAI mesi fa, chiedendo alla società di interrompere le pratiche contestate e di eliminare tutto il materiale proprietario eventualmente acquisito.

Secondo Apple, OpenAI non avrebbe risposto. Il mancato riscontro avrebbe quindi spinto l’azienda a presentare la causa.

Cupertino non chiede soltanto un risarcimento economico. Vuole che OpenAI interrompa le attività contestate, distrugga ogni documento o materiale ottenuto illecitamente e non possa utilizzare in futuro le informazioni riservate provenienti da Apple.

Il dispositivo AI di OpenAI e Jony Ive

La posta in gioco è particolarmente alta perché OpenAI sta preparando il suo ingresso nel mercato dell’hardware.  Il progetto punta a creare una famiglia di prodotti profondamente integrati con i modelli di OpenAI. Le indiscrezioni hanno descritto un dispositivo compatto, privo di uno schermo tradizionale e capace di interagire con l’utente attraverso voce, immagini e comprensione dell’ambiente circostante.

L’obiettivo è superare l’attuale modello basato su smartphone e applicazioni, costruendo un prodotto nel quale hardware e intelligenza artificiale siano progettati insieme. Proprio la presenza di tanti ex dipendenti Apple, però, è ora diventata il cuore dell’accusa di Cupertino.

Da alleati nell’intelligenza artificiale a rivali in tribunale

La causa segna un ribaltamento radicale nei rapporti tra le due società. Apple e OpenAI sono infatti ancora partner nell’ambito di Apple Intelligence: ChatGPT è stato integrato in Siri e negli strumenti di scrittura per rispondere alle richieste che i modelli di Apple non sono in grado di gestire autonomamente.

Quando la collaborazione fu presentata alla WWDC, Craig Federighi definì OpenAI un pioniere e un leader del settore. Sam Altman era presente all’evento e l’accordo appariva come uno dei principali tasselli della strategia di Cupertino per recuperare terreno nell’intelligenza artificiale generativa.

Negli ultimi mesi, però, i rapporti si sarebbero progressivamente deteriorati. OpenAI riteneva di non aver ottenuto dalla partnership i benefici commerciali sperati e, secondo Bloomberg, aveva valutato a sua volta una causa contro Cupertino.

Le due aziende si ritrovano, difficile dire per quanto, contemporaneamente alleate e concorrenti. Da una parte collaborano per portare ChatGPT sui dispositivi Apple; dall’altra si preparano a sfidarsi nel mercato dei prodotti hardware basati sull’intelligenza artificiale.

Ora sarà il tribunale a stabilire se OpenAI abbia davvero utilizzato materiale sottratto ad Apple e se le condotte attribuite a Tang Tan e Chang Liu siano avvenute con il coinvolgimento diretto della società. Come sempre le deposizioni in tribunale diventera..

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