iPhone e Apple Watch renderanno la salute più democratica

Jeff Williams, il Senior Vice President of Operations di Apple, ha parlato di Apple Watch, iPhone e del potenziale delle piattaforme dedicate alla salute di Apple sulla democratizzazione dell'assistenza sanitaria, ma anche di altre questioni concernenti i diritti umani.

jeff-williams-code-conference-2015Apple pensa di rendere la salute più democratica, alla portata di tutti, con HealtKit, ResearchKit e i suoi dispositivi mobili. È stato Jeff Williams, Chief Operating Officer di Apple, a parlare di come i due kit di sviluppo per iOS possano cambiare, specialmente in alcuni paesi (non necessariamente del terzo mondo) il modo con cui le persone vengono curate.

Ospite nel programma radiofonico Conversations on Health Care  ha svelato anche anche quelli che potrebbero essere alcuni piani previsti per Apple Watch, iPhone, HealthKit e ResearchKit per quanto riguarda la medicina. In particolare il direttore operativo di Cupertino, spera che la crescente suite di tecnologie Apple per la salute possano essere un giorno usate per diagnosticare, e in alcuni casi curare, alcune malattie, con importanti vantaggi nella globalizzazione di un’assistenza sanitaria di qualità.

“È una delle cose che ci interessa di più in Apple” ha detto Williams, “crediamo fortemente nella potenziale democratizzazione di tutto ciò”, facendo riferimento ai prodotti per la salute, evidenziando “l’ingiustizia della fantastica assistenza sanitaria disponibile in alcune parti del mondo, mentre in altre si soffre senza ragione”.

healthkit icon 800HealthKit e ResearchKit sono piattaforme progettate per la ricerca medico-sanitaria, che aiutano medici e scienziati a raccogliere i dati dei partecipanti agli studi clinici con una frequenza e un’accuratezza superiori, utilizzando app per iPhone e Apple Watch. Istituti di ricerca di livello internazionale hanno già sviluppato app con ResearchKit per studi su asma, tumore al seno, malattie cardiovascolari, diabete e morbo di Parkinson. Gli utenti decidono se partecipare o no a uno studio clinico, e il modo in cui vengono condivisi i loro dati. Sono tecnologie che consentono di trasformare i dispositivi in validi strumenti al servizio della ricerca medica (l’accesso ai sensori come accelerometro, microfono, giroscopio e GPS, fornisce elementi sul partecipante, quali andatura, disabilità motorie, forma fisica e capacità verbali e mnemoniche, fornendo ai ricercatori medici dati più oggettivi).

Williams ha evidenziato risultati ottenuti ad esempio con l’autismo con team medici che hanno sfruttato la possibilità di rilevare segnali legati a disturbi dello sviluppo in una fascia d’età ancora più giovane, tecniche che con l’ausilio di questionari potrebbero essere in grado di automatizzare lo screening per alcune condizioni. App specifiche potrebbero essere sfruttate per aiutare i partecipanti a gestire alcune malattie, monitorando la loro adesione al protocollo farmacologico, effettuando lo screening sugli effetti collaterali, fornisce ai pazienti attività interattive che li aiutano a gestire la propria condizione, ecc.

Strumenti come iPhone, Apple Watch e app di supporto potrebbero essere di supporto alla scienze della salute, migliorando il tenore di vita in aree scarsamente servite dell’Africa dove solo ci sono solo 55 specialisti nell’autismo. “Portare gli smartphone in quella regione con l’impatto sulla vita delle persone in termini di migliorare il loro QI e la loro capacità di interazione sociale intervenendo in anticipo sull’autismo è una di quelle cose che ci fa alzare la mattina” ha detto Williams.

Il COO di Apple ha spiegato anche che l’Apple Watch ha un ruolo chiave nelle iniziative di assistenza sanitaria di Apple. Il dispositivo integra vari sensori, incluso un sensore per il monitoraggio del battito cardiaco e permette di memorizzare e monitorare dati biometrici generati dall’utente. La raccolta di queste informazioni può essere un beneficio non solo per l’utente finale che vuole restare in salute, ma anche per i ricercatori alla ricerca di metodi per individuare, diagnosticare e curare alcune patologie.

“Riteniamo che l’Apple Watch segni la fine dei dispositivi da polso con una sola funzione, alla stregua di come l’iPhone ha segnato la fine dei telefoni cellulari che avevano una sola funzione” ha detto Williams. “L’interazione tutto il giorno con l’Apple Watch per comunicazioni, pagamenti e pianificazioni è solo l’inizio”.

Passando all’argomento diritti umani Williams ha spiegato che Apple si sforza con grande tenacia per assicurarsi che i lavoratori della sua catena di approvvigionamento siano protetti. Tra le iniziative di sensibilizzazione, università in Cina che insegnano agli operai nuove competenze e audit periodici che verificano le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. Williams ha affrontato anche il problema del lavoro minorile, pratica illegale per la quale alcuni fornitori di Apple, inclusa Foxconn, sono stati in passato accusati. “Nessuna azienda vuole parlare di lavoro minorile. Non vogliono essere associati a questa cosa. Abbiamo fatto luce sulla questione, andando alla ricerca nelle fabbriche di casi in cui l’età minima lavorativa non è rispettata, prendendo decisioni drastiche con i fornitori”. Williams ha spiegato che ad esempio come in 18 casi siano stati completamenti chiusi i rapporti con i fornitori.

Apple da tempo è impegnata nel promuovere fino ai livelli più profondi della filiera uguaglianza, diritti umani e rispetto per l’ambiente. Nell’ultima sua nota sulla responsabilità dei fornitori, Jeff Williams aveva evidenziato l’impegno sui lavoratori: “Non ci fermeremo fino a quando ogni singola persona impegnata nella nostra filiera non sarà trattata con il rispetto e la dignità che merita”.