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Apple ha rifiutato la riammissione dell’app Parler su App Store

Apple ha rifiutato di riammettere sull’App Store la controversa app Parler, social molto popolare tra cospirazionisti e estremisti della destra americana, sul quale è possibile pubblicare post senza alcun approccio di alla moderazione.

L’app – lo ricordiamo – era stata rimossa dall’App Store dopo che Apple ricevuto numerose lamentele su contenuti discutibili visibili nell’app; la piattaforma Parler, tra l’altro, a quanto pare era stata usata per “pianificare, coordinare, e facilitare le attività illegali che si sono verificate a Washington D.C. il 6 gennaio 2021”, riferimento agli scontri che hanno portato all’assalto del Campidoglio degli Stati Uniti e a morti, feriti e atti di vandalismo.

Dopo la rimozione dall’App Store, Apple aveva dichiarato che l’app avrebbe potuto tornare sull’App Store se avesse cambiato le linee guida sulla moderazione nel rispetto dei termini di servizio delle policy di Apple.

Parler ha cambiato alcune delle linee guida del social, con nuove policy scritte dallo Chief Policy Officer Amy Peikoff ma secondo le revisioni sull’App Store le aggiornate policy e misure di moderazione non sono state ritenute sufficienti a soddisfare le regole di Apple.

A scriverlo è Bloomberg che cita la risposta di Apple agli sviluppatori di Parler: “Dopo avere esaminato le nuove informazioni, non riteniamo che tali cambiamenti siano sufficienti per conformarsi alle linee guida per la revisione dell’App Store”, si nella nella mail inviata agli sviluppatori dell’app Parler il 25 febbraio. “Non c’è spazio per contenuti di odio, razzisti e discriminatori sull’App Store”.

Apple ha inviato varie schermate nella comunicazione di rifiuto della riammissione dell’app Parler, in molte delle quali si evidenziavano immagini di profili degli utenti con svastiche e simbologie dei suprematisti bianchi, ma anche nomi e post con contenuti misogini, omofobici e razzisti.

Apple ha respinto il ritorno dell’app Parler sull’App Store

Ricordiamo che l’app Parler è stata eliminata anche dal Google Play Store e che anche Amazon Web Services non fornisce più i suoi server di supporto; la piattaforma è tornata sul web a metà febbraio, con l’aiuto dell’host SkySilk.

Bloomberg riferisce che Parler ha licenziato i suoi tre sviluppatori che si occupavano dell’app per iOS.

A inizio febbraio di quest’anno John Matze, amministratore delegato e co-fondatore del social network Parler, è stato licenziato: la decisione a quanto pare è stata presa dal consiglio di amministrazione del social network, presieduto da Rebekah Mercer, imprenditrice e sostenitrice del Partito Repubblicano, senza coinvolgere in alcun modo Matze.

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