La Casa Bianca: «Apple non deve creare backdoor in iPhone, ma dare aiuto su un solo dispositivo»

Sicurezza iOS, dopo l'ordine del giudice ad Apple di aiutare l'FBI nel recuperare i dati del terrorista di San Bernardino, la Casa Bianca dichiara di non volere l'accesso a tutti gli iPhone, ma solo allo smartphone del terrorista.

Il tira e molla tra il governo USA e Apple in tema di sicurezza iOS per l’accesso agli iPhone al fine di tutelare la sicurezza nazionale sembra solo agli inizi. In queste ore si segnala, infatti, una sorta di escalation con l’intervento della Casa Bianca.

È stato l’addetto stampa del presidente, Josh Earnest, a tirare in ballo la questione durante il quotidiano incontro con la stampa. Il tema del giorno negli USA (e non solo, visto che è in tutti i giornali e  tutte le TV anche italiane) è stato affrontato per precisare che “Il dipartimento di giustizia non chiede ad Apple di creare una backdoor per i suoi prodotti, ma di fare tutto il possibile su un solo dispositivo”.  Una rassicurazione che dovrebbe indurre Cupertino a giungere ad un compromesso, ma che difficilmente condurrà Apple ad assentire.

Del resto Cook aveva già scritto in precedenti occasioni, ma anche nella lettera pubblicata questa mattina, «che non esiste alcuna garanzia che se ci fosse un supporto per un singolo caso con la creazione di uno strumento ad hoc, questo non strumento non possa esser usato anche in altri casi. Messo nelle mani sbagliate – ha detto Cook – questo potrebbe il veicolo per sbloccare qualunque iPhone che fosse in possesso fisico di un malintenzionato»

Ricordiamo che la querelle,  tutt’altro che prossima alla fine, ha avuto inizio lo scorso martedì, quando un giudice degli Stati Uniti ha ordinato ad Apple di soddisfare le richieste dell’ FBI per estrarre dati da un iPhone di proprietà di uno dei terroristi coinvolti nell’attacco del dicembre scorso. Il dispositivo in questione è un iPhone 5c, protetto da password ed è impostato per inizializzare il dispositivo automaticamente dopo dieci tentativi di inserimento del codice non riusciti.

Teoricamente Apple potrebbe aiutare gli inquirenti a sbloccare il telefono, eliminando la limitazione a dieci tentativi e il progressivo ritardo con cui il dispositivo permette di inserire una password. In questo modo sarebbe possibile attaccare il telefono con un intervento di forza bruta provando in sequenza, mediante un software ad hoc, tutte le combinazioni. Questo non sarebbe però ripetibile su altri dispositivi con Secure Enclave, un particolare chip che custodisce le funzioni di sicurezza, apparso con iPhone 5s.

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