Arriva il 5G, anzi il 4G e mezzo: la battaglia delle frequenze e il sogno degli operatori

Allo studio l'anticipazione delle reti next gen 5G basate su una evoluzione del 4G LTE. Il prossimo passo è la riorganizzazione delle frequenze. Il sogno dei gestori: mandare in pensione il GSM

4,5G

Fra la quarta e la quinta generazione di reti per la telefonia mobile si introduce la “quarta e mezzo” o la “quinta meno mezzo”. In pratica, i maggiori attori del settore si stanno accordando per presentare un nuovo standard basato sull’LTE che permette di anticipare i tempi del lancio del 5G senza però rompere definitivamente con il 4G.

Il problema ha molti aspetti. Da un lato c’è la parte delle frequenze, che dovrebbero essere rapidamente liberate e riassegnate. Da un altro c’è il tema della capacità: non è tanto importante la velocità di punta delle nuove reti quanto la capacità di connettere a piena banda tantissimi apparecchi contemporaneamente. Infatti, con l’arrivo della IoT (la internet delle cose, fatta di domotica, automotive e smart city) e la crescita del numero di dispositivi presenti nelle case e nelle tasche (e borse) delle persone, il problema non è solo andare veloci ma anche riuscire ad agganciare tutti i device alla rete.

A questo si sommano poi differenti interessi dei vari produttori, che nei forum appositi (come il 3GPP) stanno studiando i nuovi standard e pubblicando una serie di normative intermedie per arrivare velocemente al 5G con però anche una serie di tecnologie intermedie. Il 4,5G è proprio questa scelta. Il tentativo è quello di anticipare l’uscita delle tecnologie 5G NR (New Radio) in anticipo rispetto ai tempi di pubblicazione delle specifiche del 5G previsti per il 2019 e il lancio dei primi network commerciali nel 2020.

5G

La nuova strategia per tappe comincerà in Croazia dove si terrà il prossimo 6–9 marzo un incontro tecnico degli esperti del settore e dei rappresentanti delle aziende (da AT&T fino a Intel, da Qualcomm a TIM, da LG a Deutsche Telekom). Qualcomm e Samsung hanno già annunciato in queste ore, durante il Mobile World Congress di Barcellona, le prime generazioni di modem da caricare sui telefoni per farli andare a velocità “5G o quasi”.

Anche l’Unione europea vorrebbe che ci fossero delle reti di questo tipo molto rapidamente. Ma chiede anche agli operatori del Vecchio Continente di armonizzare il più possibile le normative e di arrivare ad avere una gestione dello spettro armonica, efficace ed efficiente. Quella delle frequenze è una battaglia conosciuta e che viene portata avanti da tempo, con le frequenze usate dalla telefonia mobile, dai privati e dalla televisione legate da una serie di sovrapposizioni che a Bruxelles sperano di poter eliminare al più presso. In particolare la banda 700 è la prima che dovrà essere liberata per preparare poi la concessione delle nuove licenze, che da sempre per gli stati sono una grande fonte di introiti.

Da Barcellona passa dunque uno snodo importante di questa evoluzione che vedrà arrivare il 5G più rapidamente di quanto non si pensi. E non è tanto e soltanto per i clienti consumer e business della telefonia: l’ambizione è quella di portare sotto l’ombrello dell’LTE anche tutto il crescente mondo M2M, degli apparecchi oggi connessi alla rete sfruttando connessioni GSM con tecnologia GPRS a basso consumo: apparecchi umili (paline delle fermate degli autobus, telecamere di sicurezza, sistemi di allarme in impianti industriali) che però costituiscono oggi il principale ostacolo per mandare in pensione la prima generazione della tecnologia per le telecomunicazioni digitali.

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