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Australia, Apple si batte ancora per il marchio App Store

Ron Webb, il legale che cura gli interessi di Apple nel caso che nella Corte Federale d’Australia lo vede contrapposto al Registrar of Trademarks locale, sostiene che, benché il termine “app” esistesse prima che Apple registrasse il marchio “App Store” nel 2008, è stata Apple a cambiare per sempre la definizione di questa parola con la presentazione dell’iPhone.

Apple ha portato il registrar in tribunale a marzo di quest’anno, dopo che questi aveva inizialmente accettato il termine “App Store” per poi respingere la decisione dopo le valutazioni dell’esaminatore dei marchi e del Trade Marks Office australiano.

Dopo aver ascoltato i pareri di linguisti di tutte e due le parti sulla storia del nome, al giudice David Yates il legale di Apple ha lo scorso mese riferito che, benché l’uso del termine “killer app” sia in uso sin dal 1998, quando Apple ha coniato il termine “App Store” intendeva qualcosa di diverso.

È vero, il termine “app” era utilizzato in modo indipendente, dice il legale di Apple, ma il termine “App Store” rappresenta una transizione, una terminologia coniata alla data di presentazione della richiesta. Usi metaforici del termine “app”, ha spiegato Webb, non hanno significato fuori da altri contesti, contrariamente a quanto fa Apple nel descrivere espressamente con questo termine applicativi software.

“Bisogna pensare alla data di richiesta del 2008 e considerare che all’epoca il termine in questione fosse di significato vago e con esso non s’intendeva esplicitamente un applicativo software”.

L’uso del termine “killer app”, era da associare a “strategie di marketing” ha spiegato ancora l’avvocato evidenziando che alla data di presentazione della domanda (giugno 2008) e sino a circa il 2009, nessuno aveva usato il termine “app store” per riferirsi a uno store di applicativi digitali.

Google Trend (un servizio che ricerca i termini più frequenti), ha evidenziato come il termine in questione sia diventato prominente dopo giugno 2008. “La dimostrazione che le persone avevano compreso le strategie di marketing di Apple cercando il nuovo servizio”.

Benché siano state trovate prove che Amazon aveva usato il termine “App Store” già nel 2003, Webb ha detto che il termine in questione non ha attinenza con quanto Amazon offriva allora e offre adesso.

Negli Stati Uniti Apple ha rinunciato alla causa. La casa di Cupertino e Amazon si erano più volte scontrate sull’uso del termine in questione e la Mela aveva accusato Amazon di utilizzarlo in maniera impropria, arrecando danni all’App Store. L’accusa era stata giudicata infondata dal giudice Phyllis Hamilton. Anche Microsoft aveva avanzato un’opposizione sulla proprietà del marchio giacché troppo generico, avviando una procedura di opposizione.

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