Vendono spyware. Lo vendono a governi che usano quegli strumenti per silenziare giornalisti e attivisti. E lo fanno dall’interno dell’Unione Europea.
A documentare l’inquietante situazione è Human Rights Watch in un report citato da Bloomberg: almeno sei Stati membri, tra cui Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia e Polonia, hanno esportato tecnologie di sorveglianza verso oltre due dozzine di paesi con storie documentate di violazioni dei diritti umani.
Il tutto nonostante l’UE abbia introdotto nel 2021 regolamenti specifici per bloccare esattamente questo tipo di commercio. Le norme esistono: il problema, secondo Human Rights Watch, è che nessuno le applica davvero.
Chi vende, a chi, e con quali strumenti
Il report non fa nomi di aziende né identifica i bersagli nei paesi acquirenti. Human Rights Watch ha ottenuto i dati attraverso richieste di accesso agli atti, che restituiscono però solo un quadro parziale: Francia, Germania, Grecia, Italia e Spagna si sono rifiutate di condividere informazioni dettagliate sulle proprie esportazioni.
Il caso più documentato riguarda la Bulgaria, che avrebbe esportato tecnologie di sorveglianza verso le autorità di oltre venti paesi, tra cui Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Uganda e Giordania: tutti paesi che Freedom House, l’organizzazione non profit che monitora diritti politici e libertà civili nel mondo, classifica tra i peggiori per libertà. Gli strumenti in questione includono spyware e software per l’intercettazione di comunicazioni elettroniche e telefoniche.
Circles, NSO Group e il nodo bulgaro
La Bulgaria ospita Circles, azienda specializzata nel tracciamento di telefoni cellulari, che in passato era affiliata all’israeliana NSO Group, la società dietro Pegasus, lo spyware che ha messo Apple in tribunale e scatenato polemiche internazionali (Apple ha citato in giudizio NSO Group). Non è accertato che Circles sia direttamente responsabile delle esportazioni citate nel report. L’azienda non ha commentato. Il governo bulgaro ha risposto con una nota affermando di mantenere una politica di tolleranza zero verso gli abusi e di monitorare con rigore il rispetto delle norme.
Nel frattempo, Bloomberg ricorda che il mercato globale degli spyware commerciali è cresciuto negli ultimi anni, trascinato dalla domanda dei governi, nonostante gli scandali abbiano ripetutamente sollevato lo sdegno internazionale. L’Europa ha inasprito le regole, imponendo valutazioni del rischio sui clienti prima di ogni vendita. Ma un report che elenca venti paesi acquirenti con pessimi precedenti in materia di diritti umani suggerisce che queste valutazioni, quando avvengono, non producono sempre le conclusioni attese.


















