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Home Hi-Tech Finanza e Mercato Beppe Servegnini «Ecco perché il rifiuto di Apple e Cook è sbagliato»

Beppe Servegnini «Ecco perché il rifiuto di Apple e Cook è sbagliato»

La protezione dei dati e la privacy sono importanti, ma non sono un valore assoluto e soprattutto non valgono più della vita umana. Si può sintetizzare così la presa di posizione decisa di Beppe Servergnini sulla vicenda che vede Apple e Tim Cook opporsi alla richiesta del tribunale USA di collaborare per lo sblocco dell’iPhone di un terrorista.

Sulle pagine del Corriere della Sera online, il noto giornalista e scrittore italiano (che è anche uno storico e competente utilizzatore di prodotti Apple) spiega con il suo tradizionale stile diretto e accessibile a chiunque perché l’opposizione di Cupertino è sbagliata, una scelta che per Servegnini sembra partire da considerazioni economiche prima che di sicurezza: «La sensazione è che Apple abbia fatto i suoi conti: meglio irritare il proprio governo che spaventare il proprio mercato. Il primo controlla un Paese (gli Usa), il secondo s’estende a tutto il pianeta e genera un fatturato annuale di 234 miliardi di dollari (anno fiscale 2015). L’inviolabilità è un vanto dell’iPhone. Rinunciarvi viene considerata una resa. Commerciale, prima che ideale».

Ma per fermare il terrorismo siamo costretti sempre e ovunque a rinunciare a un po’ di privacy e sicurezza: con telecamere, controlli meticolosi in aeroporto, bagagli che possono essere aperti dalle autorità. «Perché» si chiede l’autore « accettiamo che il bagaglio venga aperto a campione, da persone anonime, a nostra insaputa? E dovremmo rifiutare che il telefono venga controllato su richiesta precisa e motivata dell’autorità giudiziaria? La risposta non può essere «Perché la Apple ha più potere della Samsonite!».

Nella sua lettera Tim Cook indica la possibilità che, una volta sbloccato iPhone, il sistema possa cadere in mani sbagliate con conseguenze devastanti. Ma qui Servegnini rileva un altro errore di Cook e di Apple: le mani dell’autorità giudiziaria non possono essere sbagliate perché sono »Autorizzate dal patto sociale». L’articolo completo di Beppe Servergnigni è disponibile da questa pagina web del Corriere della Sera.
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