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Brevetti, c’è una Giamaica connection per Apple

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Apple, come altre multinazionali, ricorre a vario titolo a nazioni straniere non solo per ridurre al minimo o eludere le tasse da pagare, ma anche per registrare nuovi brevetti tenendoli lontani da occhi indiscreti. A questo proposito CultOfMac riferisce che a Cupertino sono grandi fan della Giamaica quando si tratta di registrare marchi relativi a futuri prodotti in arrivo. Il motivo? Molto semplice: l’isola-stato delle Grandi Antille non consente a terzi e ficcanaso vari di cercare tra gli archivi informatici nuove informazioni dalle quali carpire segreti e/o ricavare dettagli su nuovi dispositivi e accessori vari.

Registrare alcuni prodotti in Giamaica consente ad Apple di nascondere dettagli su determinati prodotti finché questi non sono pronti per arrivare sul mercato o pronti per essere svelati al pubblico. In pratica la registrazione in questa nazione consente di estendere di sei mesi il tempo che ha per rivolgersi allo statunitense Patent and Trademark Office (USPTO), dimostrando che l’esistenza di una richiesta nell’isola ata del mar dei Caraibi. Non tutte le aziende hanno questa necessità ma Apple, si sa, ha costantemente gli occhi puntati da utenti, blogger e giornalisti di tutto il mondo; basta che si muova una foglia a Cupertino per scatenare le fantasie anche più assurde. Nonostante i vari meccanismi di protezione adottati, da alcuni anni a questa parte, ormai si conoscono con buon anticipo molte delle mosse di Cupertino: inevitabile quando i prodotti devono essere realizzati e quindi i progetti relativi finiscono nelle mani degli assemblatori…

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