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macOS 27.2 cambia l’icona dei file .pkg: ecco cosa possono installare sul Mac

Tra le piccole modifiche individuate nella prima beta di macOS 27.2 ce n’è una che riguarda un elemento familiare soprattutto a chi installa software scaricato fuori dal Mac App Store: Apple ha cambiato l’icona dei file .pkg.

La tradizionale scatola di cartone dalla quale emerge un cubo giallo lascia il posto a una grafica più chiara, con una scatola bianca e un cubo azzurro dagli angoli arrontondati almeno in pianta. Il cambiamento è puramente estetico, ma offre l’occasione per ricordare cosa sono i file .pkg e perché richiedono qualche attenzione in più rispetto alla classica applicazione trascinata nella cartella Applicazioni.

La prima beta di macOS 27.2 è stata distribuita agli sviluppatori il 16 settembre 2026. Il cambio dell’icona non modifica il funzionamento dei package e non introduce un nuovo sistema di installazione.

Vecchia e nuova icona dei file .pkg in macOS 27.2
Vecchia e nuova icona dei file .pkg

Cosa sono i file .pkg del Mac

Sul Mac non tutti i programmi vengono installati nello stesso modo. Nel caso più semplice scarichiamo un’applicazione, spesso contenuta in un’immagine disco .dmg, e la trasciniamo nella cartella Applicazioni. In questo caso gran parte di ciò che serve al programma rimane contenuto all’interno del suo bundle.

I file .pkg utilizzano invece l’applicazione Installer di macOS e servono soprattutto quando il software deve effettuare un’installazione più articolata.

Nella documentazione per gli sviluppatori, Apple indica il formato .pkg come soluzione adatta quando un prodotto contiene più componenti, quando alcuni file devono essere copiati in posizioni specifiche del sistema oppure quando durante l’installazione è necessario eseguire codice aggiuntivo.

Un package può quindi installare l’applicazione principale ma anche componenti supplementari, plug-in, helper, servizi o altri elementi necessari al funzionamento del programma.

Un .pkg può fare più cose di un semplice trascinamento

La differenza è importante soprattutto dal punto di vista dell’utente. Trascinando un’app nella cartella Applicazioni è relativamente semplice capire dove viene collocato il programma.

Un installer .pkg può invece distribuire file in diverse directory del Mac e può contenere script eseguiti prima o dopo l’installazione. In alcuni casi può quindi essere richiesta la password di un amministratore per autorizzare modifiche alle aree protette del sistema.

Tutto questo non rende un file .pkg sospetto: è il normale funzionamento del formato ed è necessario per numerosi programmi professionali, driver, utility e software composti da più elementi.

Significa però che, quando il package arriva da una fonte poco conosciuta, è utile sapere chi lo ha firmato e cosa sta per installare.

Firma, notarizzazione e Gatekeeper

Apple dispone già di diversi meccanismi di protezione. I programmi distribuiti fuori dal Mac App Store possono essere firmati con un certificato Developer ID e sottoposti al processo di notarizzazione Apple.

Gatekeeper controlla queste informazioni quando apriamo software scaricato da Internet e può bloccare applicazioni e installer che non soddisfano i requisiti previsti.

Firma e notarizzazione non spiegano però all’utente quali file verranno copiati, dove verranno collocati o quali script verranno eseguiti. Per scoprirlo esistono utility che permettono di aprire un package senza avviare immediatamente l’installazione.

Suspicious Package mostra cosa verrà installato

Una delle utility più semplici per effettuare questo controllo è Suspicious Package, applicazione progettata specificamente per esaminare i package di macOS.

Il programma permette di aprire un file .pkg e controllare chi lo ha firmato, da dove è stato scaricato e se risulta notarizzato da Apple. Può inoltre indicare la compatibilità con i Mac Apple Silicon.

La parte più utile è però l’elenco dei contenuti: si possono vedere i file che verranno installati e le rispettive destinazioni, oltre agli script che l’installer intende eseguire.

È una verifica particolarmente interessante per package scaricati direttamente dal sito di uno sviluppatore o per software meno conosciuti, perché permette di capire prima dell’installazione se verranno aggiunti elementi al sistema oltre all’applicazione principale.

La versione attuale di Suspicious Package è compatibile anche con macOS 27 Golden Gate e funziona sui Mac Intel e Apple Silicon.

Pacifist per esplorare ed estrarre i contenuti dei package

Un’altra storica utility dedicata a questi formati è Pacifist, che offre strumenti più ampi per aprire ed esplorare package e archivi.

Oltre ai file .pkg, Pacifist può aprire immagini disco .dmg e numerosi formati di archivio, tra cui .zip, .tar, .tar.gz, .tar.bz2, .xar e .yaa.

È possibile estrarre singoli file o cartelle senza eseguire l’intera installazione, esaminare gli script contenuti nei package e analizzare installazioni già presenti sul Mac per cercare di capire quale software abbia collocato determinati file nel sistema.

Pacifist può quindi risultare utile non soltanto prima di un’installazione, ma anche quando bisogna recuperare un singolo componente contenuto in un archivio o ricostruire la provenienza di file già presenti sul Mac.

La nuova icona non cambia la sicurezza dei .pkg

Con macOS 27.2 cambia quindi soltanto l’aspetto del file nel Finder. Il nuovo cubo azzurro non identifica un formato diverso e non indica un nuovo livello di sicurezza.

Resta valida la regola più semplice: per software proveniente da produttori conosciuti il package è uno dei normali sistemi di distribuzione utilizzati su macOS; davanti a un installer proveniente da una fonte meno nota può invece essere utile controllare firma, notarizzazione, file installati e script prima di concedergli l’autorizzazione a modificare il sistema.


Per approfondire macOS 27 e macOS 27.2

 

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