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Ceatec 2008: il reportage di Macitynet

Macitynet al Ceatec 2008 : lo speciale
Articolo Introduttivo
I computer: il trionfo dei portatili ultra o super accessoriati
Al Ceatec 2008 la TV del futuro
Curiosità  e stranezze dal Ceatec
Il mondo dei cellulari giapponesi visto al Ceatec

Le novità  e tendenze IT al Ceatec 2008
Il futuro e il futuribile al Ceatec Japan 2008
In giro tra gli stand del Ceatec Japan 2008

Il Giappone non è più la terra esclusiva da cui proviene ogni genere di gadget elettronico e tutto quanto ha a che fare con il mondo del video e dell’audio. Coreani, Taiwanesi e Cinesi, ormai da diverso tempo, hanno messo all’angolo almeno nel campo della quantità  il popolo del Sol Levante così che oggi è difficile, quando si guarda ad oriente in cerca di innovazioni e novità , pensare solo al Giappone. Ma è altrettanto vero che il paese che ha visto nascere l’elettronica di consumo ha ancora moltissimo da dire quando si tratta di questo settore e tutto quello che ha da dire lo mostra con fierezza al Ceatec, la principale rassegna di tutto quanto fa informatica, video e audio “Made in Japan”. àˆ per questo che Macitynet ha deciso di fare una visita alla fiera a caccia dei trend che inevitabilmente intersecheranno la nostra storia digitale e il nostro futuro informatico, perché non c’è alcun dubbio che tutto, o quasi, quello che si vede da queste parti prima o poi arriva anche dalle nostre, anche se magari in ritardo, magari rivisto, magari adattato.

Quello che abbiamo visto lo racconteremo nelle prossime ore in una serie di gallerie diverse per temi, le novità  futuribili, il futuro oggi, le novità  che attendiamo e che qui sono già  arrivate e qualche bizzarria. Si tratta di una serie di prodotti tra i più disparati ma tutti riconducibili che spaziano dalla componentistica al prodotto finito, pronto da consegnare nelle mani dei clienti. A prima vista è difficile individuare in trend tra gli oltre 1200 stand e gli 800 espositori che partecipano alla rassegna, ma se si sale, idealmente, nel corridoio sovrastante la Makhuari Messe e si dà  uno sguardo verso il basso è facile intuire che le linee che conducono il Ceatec sono sostanzialmente tre: il piccolo, il sottile e l’alta definizione.

Di piccolo c’è un po’ di tutto: Tv, cellulari, computer. Sono soprattutto questi ultimi che impressionano per quantità  e anche per qualità . Nelle sale della struttura fieristica, spariti i desktop (non crediamo di averne visto neppure uno, se non qualche all in one molto ispirato all’iMac), imperano i Nettop che sono il piccolo per antonomasia nel campo dei computer. Ce ne sono di tutte le marche, qualcuna anche mai vista in Europa, ma ce ne sono anche di… marca. Toshiba, Lenovo, Panasonic, Sharp, solo per citarne qualcuna, hanno diversi prodotti in esposizione con schermi tra gli 8 e gli 11 pollici. In qualche caso si tratta di macchine con processori “full”, in altri casi i chip sono i ben noti Atom. Abbiamo scorto (e ve li mostreremo nelle nostre gallerie) anche microcomputer con WiMax mobile e qualcuno connessione cellulare.

Nel campo dei computer e della componentistica abbiamo notato, proprio per quel che concerni WiMax, chiavette Usb e schede Pcmcia WiMax. Tdk presentava (solo in foto) una testina di nuova concezione che permetterebbe di aumentare in maniera esponenziale la densità  dei dati sui dischi fissi magnetici portando a 260 GB un disco da 1,8 pollici (come quelli di iPod). C’erano ovviamente memorie flash ovunque, in tutte le forme, compresi i dischi fissi. Ad esempio in una teca si vedono gli HD di Intel, annunciati solo alcuni giorni fa.

E a proposito di cellulari, va detto che qui al Ceatec ce ne sono di tutti i gusti. O, meglio, dei gusti dei Giapponesi. Il telefono tipico, anzi quasi esclusivo, dell’utente medio locale è un telefono a conchiglia. Di cellulari a barretta e persino slide, come quelli di Nokia e i coreani di Samsung o Lg se ne vedono pochi. Pochissimi i Blackberry e nessuno (almeno da quanto abbiamo potuto notare guardando assiduamente in metropolitana e sui treni dove tutti hanno un telefono in mano) iPhone. I telefonini sembrano tutti uguali (unica variante il colore) ma in realtà  non lo sono e al Ceatec c’era la prova. Sparsi nei vari stand si trovavano dispositivi prodotti da Sharp, Panasonic (che qui al Ceatec ha annunciato che dismetterà  il nome industriale Matsushita), Sony Ericsson capaci di fare le cose più incredibili, da gestire una vettura (aprendo e chiudendo le porte, attivando il Gps ecc) a calcolare le calorie consumate in una giornata. Qualche telefono trasmetteva video ad alta definizione e qualche altro era in grado di riprodurre audio Dolby Surround. Panasonic, addirittura, aveva dei cellulari della serie Viera, lo stesso marchio che usa per i suoi Tv, ovviamente compatibili con la televisione digitale.

Negli stand di Ntt DoCoMo, Kddi e WilCom (gli unici tre fornitori di accesso presenti in fiera, SoftBank non ha un suo spazio) c’erano le novità  in termini di offerta con prodotti tutti rigorosamente a conchiglia (unica concessione i colori sgargianti di una serie realizzata da Kddi con tinte Pantone) ma anche tanti prototipi dalle forme e dalla funzioni fantasiose. Tra i concept più originali i telefoni musicali realizzati da Yamaha (uno con forma di un pianoforte, uno con le corde di una chitarra) che si possono suonare come se fossero strumenti. Un telefono con proiettore incorporato e uno con caricabatterie solari che una volta aperto sembrava un satellite. Il più ammirato era però nello stand di NttDoCoMo; qui un dimostratore, accompagnato alle immancabili (qui in Giappone) modelle-standiste-promoter in abiti sgargianti, intorno al quale si accalcavano decine di persone, mostrava un telefono composto da due parti magnetiche che si sganciavano e agganciavano. Collegato in radiofrequenza (con tecnologia sconosciuta) una parte funzionava da Tv e l’altra da telecomando. Le due parti potevano essere abbinate e composte come se fosse un normale telefono a conchiglia. Di questi telefoni “componibili” se ne vedevano anche in altri stand (Fujitsu ne aveva uno, ad esempio); la loro utilità  non è ben definibile, ma sembra che i giapponesi impazziscano per questo prodotto al punto che Ntt DoCoMo ha dovuto mettere un cartello “Concept – prodotto solo dimostrativo” scritto a mano per evitare di rispondere alle domande sui tempi di rilascio.

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La parte preponderante al Ceatec è delle TV; è quasi impossibile raccontare quel che si poteva vedere nei padiglioni 7 e 8 dove erano collocati i grandi marchi. Ma anche qui c’era un filone conduttore molto preciso che era quello, appunto, dello spessore ridotto. Erano sottilissimi la decina di TV Oled che occupavano una intera parete nello stand di Sony, ed era addirittura incredibilmente sottile un Tv (collocato in una teca) sempre Sony e sempre Oled che era al di sotto mezzo centimetro. In un filmato si vedeva un display pieghevole dimostrato da un ricercatore che lo arrotolava mentre questo continuava a riprodurre le immagini in movimento. Ma erano sottili anche i Tv LCD tradizionali di Sharp e i Kuros di Pioneer e la stessa Sony esponeva un televisore di meno di un centimetro (nel punto minimo) che sarà  commercializzato a breve; Hitachi presentava dei televisori che al nostro occhio appaiono sicuramente discutibili, ma che sono molto vicini al gusto dei giapponesi: legno laccato e lamina d’oro, da incastrare nel muro e che sporgono come quadri. PC’erano ovviamente Tv ad alta definizione, sia LCD che Plasma. Tra i primi erano impressionanti le qualità  di alcuni Sharp Aquos che trasmettevano filmati di una limpidezza e definizione mai viste. Oltre al sottile, tra i Tv dominava il grande; il grande “normale” (prepariamoci per schermi da 65 pollici, un po’ tutte le case ne avevano in dimostrazione) ma anche l’enorme, come uno schermo Panasonic da ben 150 pollici che faceva sfigurare i 108 pollici di Sharp e Hitachi.

Tra i Tv c’era anche il futuribile come una serie piuttosto corposa di tentativi di fare il 3D video. Nec aveva uno schermo da 40 pollici che doveva essere visto con occhiali speciali per avere l’effetto 3D, Panasonic un sistema completo (Blu-ray e TV) sempre in 3D; ma Kddi (su un cellulare!) e la stessa Nec mostravano schermi più piccoli dove gli occhiali non servirebbero. Il problema è che questo sistema che sfrutta lo sfasamento delle immagini tra occhio destro e occhio sinistro (lo stesso principio per cui percepiamo il mondo come tridimensionale) ha bisogno di un sofisticato sistema di posizionamento e registro dell’immagine tra spettatore e display.

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Per quanto riguarda i Blu-ray ogni stand ne aveva almeno un nuovo modello, alcuni anche molto sofisticati, come quelli di Sony, con disco fisso interno e avanzate capacità  audio; diversi i registratori Blu-ray, anche se però la gente non sembrava molto interessata. Lo stand dell’associazione Blu-ray, collocato tra i grandi del video digitale era, anzi, piuttosto snobbato. Il video ad alta definizione

Oltre all’immaginabile al Ceatec c’era anche l’inimmaginabile e il bizzarro: robot Nissan che dimostravano come sia possibile avere sistemi antiscontro per auto usando sofisticati sistemi di analisi dell’ambiente e robot maschi e femmina in bicicletta (Murata), batterie che producono energia dall’acqua (di Maxell), display trasparenti per pubblicità  su vetrine (3M), macchine a levitazione magnetica, pupazzi birboni, modelle scosciate che facevano da vallette per corse d’auto con macchinine mosse da induttori.

Tutto quello di cui abbiamo parlato fino a qui e qualche cosa in più arriverà  nelle nostre gallerie che stiamo preparando e che, siamo sicuri, non deluderanno i nostri lettori anche se il Mac, l’iPod o l’iPhone, per una volta, non sono il tema centrale

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