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Cloudflare minaccia: stop al supporto alle Olimpiadi di Milano Cortina

Cloudflare minaccia di interrompere i servizi di sicurezza informatica per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. È questo il punto più di altri fa intuire la gravità dello scontro aperto tra l’azienda americana e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dopo la sanzione da oltre 14 milioni di euro inflitta all’azienda statunitense per violazione della normativa antipirateria.

Il contrasto nasce dal mancto rispetto da parte di Cloudflare, delle disposizioni del Piracy Shield, il meccanismo di verifica introdotto nel 2023 per contrastare la diffusione di contenuti pirata, in particolare gli eventi sportivi trasmessi illegalmente.

Il Piracy Shield prevede il blocco degli indirizzi IP sulla base di un elenco gestito da un consorzio di operatori italiani; di questo elenco dovrebbero tenere conto anche soggetti come Cloudflare, che fornisce servizi di infrastruttura e instradamento del traffico Internet, impedendo l’accesso ai domini segnalati come pirata.

Secondo l’Autorità, nonostante le comunicazioni ufficiali, Cloudflare avrebbe ignorato le disposizioni. L’azienda sostiene invece l’impossibilità tecnica di intervenire sulla risoluzione DNS, dal momento che sarebbe necessario installare un filtro nel resolver pubblico 1.1.1.1, con un impatto negativo in termini di latenza su miliardi di richieste giornaliere e con il rischio di coinvolgere anche siti non oggetto di contestazione.

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Cloudflare accusa l’Italia e minaccia le Olimpiadi

La replica è arrivata con un messaggio pubblicato su X da Matthew Prince, co-fondatore e CEO dell’azienda californiana, che ha confermato l’intenzione di presentare ricorso ma ha anche minacciato di interrompere tutti i servizi offerti gratuitamente nel nostro Paese.

Prince parla apertamente di un “piano di censura” da parte dell’AGCOM che consentirebbe il blocco dei siti entro 30 minuti, senza supervisione giudiziaria, senza un reale contraddittorio e senza trasparenza. Secondo il CEO di Cloudflare, il sistema italiano permetterebbe a una ristretta cerchia di soggetti di decidere cosa può essere accessibile online, con effetti che non si limiterebbero al territorio nazionale ma avrebbero una portata globale.

È in questo contesto che Cloudflare minaccia di ritirare il supporto di sicurezza informatica alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, un ruolo che riguarda la protezione delle infrastrutture digitali legate all’evento.

In concreto, l’azienda fornisce servizi di difesa da attacchi informatici, in particolare attacchi DDoS, che sono frequenti durante eventi di grande visibilità internazionale. Questo tipo di protezione serve a garantire la continuità dei servizi digitali legati all’organizzazione, alla comunicazione e alla diffusione delle informazioni sull’evento.

Cloudflare ha fatto sapere che questi servizi sono forniti a titolo gratuito e che, in caso di rottura con le autorità italiane, potrebbero essere sospesi completamente, lasciando gli organizzatori delle Olimpiadi a dover individuare soluzioni alternative in tempi ristretti.

Oltre alla questione olimpica, Cloudflare ha indicato anche altre possibili contromisure: la sospensione dei servizi di sicurezza informatica gratuiti per gli utenti italiani, la rimozione dei server presenti nelle città italiane, il blocco dei piani per l’apertura di un ufficio nel nostro Paese e lo stop a qualsiasi investimento futuro.

A sostenere pubblicamente le posizioni di Prince è intervenuto anche Elon Musk, che ha rilanciato le accuse di censura e mancanza di garanzie, contribuendo ad amplificare la risonanza internazionale del caso.

Da parte sua l’AGCOM difende il Piracy Shield sottolineando che, dalla sua adozione nel febbraio 2024, il sistema avrebbe portato al blocco di oltre 65.000 nomi di dominio e circa 14.000 indirizzi IP. Studi indipendenti e associazioni di categoria hanno però più volte evidenziato i rischi di blocchi errati e l’impatto su servizi legittimi, alimentando un dibattito che ora, con Milano-Cortina 2026 sullo sfondo, esce dall’ambito tecnico per assumere un peso politico e istituzionale.

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