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Cosa significano (davvero) queste emoji: se le usi male in chat fai la figura del boomer

In un mondo in costante evoluzione, anche le emoji cambiano di significato, di generazione in generazione. Ecco che cosa devi sapere

Il linguaggio si evolve nel corso del tempo, i codici di comunicazione cambiano di generazione in generazione e quei significati che una generazione attribuiva a determinate cose, per un’altra possono significare altro. È quello che è accaduto alle emoji. Queste sono faccine che servono a esprimere le proprie emozioni senza usare le parole.

Tuttavia, il senso che in passato era loro attribuito non è lo stesso, attualmente, di quello che gli conferiscono coloro che fanno parte della GEN Z(nati tra fine anni ’90/2010). Soprattutto per i genitori, conoscere i codici di comunicazioni dei loro figli, può essere importante per comprenderli al meglio.

Che cosa significano le emoji per la GEN Z? Tutto ciò che è bene sapere

Per chi fa parte della Generazione ZETA, le emoji non servono più molto per esprimere emozioni ma ironizzare, oppure prendere le distanze, nonché, persino troncare conversazioni ecc.

Cosa significano (davvero) queste emoji
Cosa significano (davvero) queste emoji-Macitynet.it

Quando si usano le emoji in un modo scorretto, si potrebbe apparire fuori contesto e un boomer, come si suol dire. Il cambiamento delle emoji potrebbe essere da ricercare in social come X, TikTok, meme, oppure il mix di culture diverse o una comunicazione più veloce che spesso si pone sulla difensiva. La GEN Z non si esprime in modo diretto ma più sarcastico, e le emoji fungono più da segnali sociali che da vere e proprie emozioni nell’ambito del loro senso letterale.

Prendiamo l’esempio del pagliaccio. Per la GEN Z è un modo per commentare una situazione come ridicola, e non divertente. Significa che una persona si sta rendendo ridicola in un certo contesto. O ancora, l’emoji che piange sta a indicare non un senso di tristezza, ma di emozione, commozione.

Il teschio, in linea generale, significa “sono morto”, e per la GEN Z è un modo per mostrare stanchezza. Oppure, se qualcuno fa una battuta che fa davvero ridere, si mette ironicamente il teschio per indicare che ha fatto “morire dalle risate”.

Una parentesi speciale va dedicata al pollice in su che pur se in molti contesti può apparire come segnale di assenso, soprattutto in contesti di discussioni può essere un modo piuttosto antipatico di chiudere la conversazione bruscamente.

L’emoji dello choc, invece, indica stupore o “trauma”, per qualcosa di eccezionale o particolarmente scontato. E infine, il cuore rosso. Questo fa pensare all’amore, ma in realtà è un modo gentile e carino per mettere un punto a una conversazione, oppure non accettare un invito.

Naturalmente, per ogni emoji è bene contestualizzare, in modo da evitare fraintendimenti.

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