Le scansioni di luoghi eseguite dai giocatori di Pokémon Go hanno permesso di addestrare il sistema di posizionamento visivo di Niantic Spatial, azienda che utilizza immagini della fotocamera e mappe 3D per navigare quando il GPS non è disponibile o è disturbato.
Secondo quanto riferisce il sito DroneXL, i dati in questione sono stati abbinati al software di navigazione per droni di Vantor (intelligence geospaziale americana) per scopi militari e di intelligence, sollevando interrogativi sul fatto che i videogiocatori avessero compreso che i filmati raccolti in cambio di ricompense di gioco avrebbero potuto essere sfruttati a supporto di sistemi di difesa.
Il percorso che collega un gioco per dispositivi mobili ad applicazioni in ambito miltare si articola in tre passaggi. I giocatori hanno scansionato il mondo fisico. Niantic Spatial ha trasformato quelle scansioni in mappe 3D che consentono a una macchina di localizzarsi visivamente quando i segnali satellitari falliscono. Nell dicembre 2025 Niantic Spatial ha annunciato una partnership con Vantor, l’azienda di difesa e intelligence precedentemente nota come Maxar Intelligence, per fondere il sistema a livello del suolo con il software di navigazione aerea di Vantor, sfruttando i dati per operazioni in aree prive di segnale GPS.

“Ho passato anni a raccontare come i droni smarriscano la rotta non appena un’unità di guerra elettronica attiva un disturbatore di frequenze (jammer) — un problema che si è esteso dal campo di battaglia allo spazio aereo civile, dai laboratori ucraini che si destreggiano tra varie generazioni di sistemi di navigazione ai programmi americani che cercano freneticamente alternative”, spiega Haye Kesteloo, esperto di droni e caporedattore di DroneXL.co. “L’aspetto inquietante di questa storia non è la tecnologia. È la provenienza dei dati di addestramento, e se le persone che li hanno forniti hanno acconsentito o compreso la loro destinazione finale”.
«Ora, in quanto parte di Scopely (l’azienda di proprietà saudita che ha acquisito Niantic l’anno scorso per 3,5 miliardi di dollari), i dati di Pokémon GO non vengono condivisi con Niantic Spatial», ha dichiarato un portavoce dell’azienda. «Le scansioni AR raccolte tramite Pokémon GO sono state inviate volontariamente dai giocatori che hanno aderito alla funzionalità ed erano soggette ai Termini di servizio e all’Informativa sulla privacy applicabili all’epoca. L’interruzione delle scansioni AR e la fine della condivisione dei dati con Niantic Spatial facevano parte della pianificazione della transizione associata al passaggio di Pokémon GO a Scopely».

















