Dyson oltre gli aspirapolvere, realizzerà un’auto a guida autonoma

Dyson ufficializza il suo impegno nel settore delle auto elettriche a guida autonoma: l’azienda lavora sul primo modello che sarà presentato nel 2020

Dyson, la società britannica più conosciuta per i suoi evoluti aspirapolvere, ha annunciato di essere al lavoro su un veicolo a guida autonoma. Il veicolo sarà svelato nel 2020 e Dyson afferma che ha già un team di “oltre 400 persone” che lavorano sul progetto.

La società prevede di investire oltre 2 miliardi di dollari per creare la sua auto a guida autonoma, attingendo dalla sua esperienza nel settore delle batterie e dei motori digitali. Parlando al The Guardian, il fondatore dell’azienda e CEO James Dyson ha dichiarato che l’auto non sarà una vettura sportiva, ma sarà “radicalmente diversa” dai veicoli elettrici attuali, e si tratterà di un modello costoso.

Dyson ha annunciato la notizia in una lettera inviata ai dipendenti, dove ha discusso il suo obiettivo a lungo termine per ridurre le emissioni di autocarri e autovetture. «È rimasta la mia ambizione di trovare una soluzione al problema globale dell’inquinamento atmosferico – ha scritto Dyson – In questo momento abbiamo finalmente l’opportunità di mettere insieme tutte le nostre tecnologie in un singolo prodotto. Quindi volevo che voi lo sentiste direttamente da me: Dyson ha iniziato a lavorare su un veicolo elettrico a batteria, con lancio previsto per il 2020».

lettera james dyson su auto autonoma

Non sono noti altri dettagli sul veicolo, ma le voci di un interesse di Dyson per le automobili elettriche sono in circolazione ormai da anni. L’azienda ha recentemente assunto alcuni dirigenti di Aston Martin e Tesla e le ambizioni di Dyson nel settore erano state accidentalmente divulgate in un documento governativo lo scorso anno.

Fondata nel 1987, Dyson è conosciuta per i suoi elettrodomestici, inclusi i suoi aspirapolvere senza sacco, i ventilatori, i riscaldatori e gli asciugacapelli. Le vendite della società sono cresciute negli ultimi anni grazie all’espansione in Asia, con entrate per il 2016 che riferiscono di aver raggiunto oltre 2 miliardi di dollari. L’azienda ha sempre investito pesantemente nella ricerca e sviluppo, aprendo nuove strutture di ricerca sia nel Regno Unito che a Singapore.