Il 18 settembre, i lavoratori degli Apple Store italiani saranno chiamati a uno sciopero nazionale per l’intero turno. La mobilitazione, proclamata dai sindacati Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs, riguarda oltre 1.600 dipendenti nei 17 punti vendita Apple presenti in Italia e coincide con una delle giornate più importanti dell’anno per Apple Retail. Dopo la presentazione dei nuovi prodotti Apple del 9 settembre, il 18 settembre inizieranno infatti le vendite nei negozi di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max.
Perché i lavoratori degli Apple Store scioperano
Secondo il comunicato pubblicato da Filcams CGIL, al centro della protesta ci sono carichi di lavoro crescenti, personale insufficiente e una pressione sempre maggiore sulla produttività, anche in seguito all’introduzione di nuovi processi organizzativi.
La decisione di arrivare allo sciopero è stata presa dopo le assemblee organizzate il 7 settembre contemporaneamente negli Apple Store italiani, nelle quali è stato fatto il punto sul confronto con l’azienda e sullo stato di agitazione già in corso.
I sindacati chiedono da mesi un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una parte dei lavoratori con contratto a tempo determinato e la possibilità per i dipendenti part-time di aumentare volontariamente il proprio orario, sulla base delle necessità dei singoli Store.
Apple, secondo le organizzazioni sindacali, avrebbe invece prospettato soprattutto un aumento del numero dei contratti a termine e un anticipo delle relative assunzioni.
Una risposta considerata insufficiente perché, sottolineano i sindacati, i periodi coperti attraverso contratti a tempo determinato arrivano ormai a sfiorare i sette mesi. Un elemento che viene interpretato come il segnale di una carenza strutturale di personale e non semplicemente della necessità di affrontare picchi stagionali.
Una vertenza che arriva da lontano
Lo sciopero del 18 settembre rappresenta quindi l’ultimo passaggio di una vertenza che non nasce con il lancio dei nuovi iPhone.
Problemi relativi alla gestione della flessibilità, ai carichi di lavoro e allo stress lavoro-correlato erano già emersi nel 2023 durante il confronto per il rinnovo del contratto integrativo.
La trattativa si era conclusa nel dicembre 2024 con un accordo che interveniva, tra le altre cose, su turnistica, lavoro festivo e gestione dei part-time. L’intesa era stata successivamente approvata dai lavoratori con il 94,7% dei voti favorevoli.
La tensione è tornata però a crescere nel giugno 2026, quando nei 17 Store italiani è stato proclamato lo stato di agitazione, accompagnato dal blocco degli straordinari e delle prestazioni supplementari.
Un risultato è stato raggiunto sul fronte economico: da agosto il valore dei buoni pasto è salito a 10 euro. Restano invece aperte le questioni relative agli organici, ai carichi di lavoro e all’organizzazione delle mansioni.
Non è la prima protesta Apple nel giorno di un iPhone
La scelta di far coincidere una protesta con il debutto commerciale di un nuovo iPhone ha già avuto precedenti fuori dall’Italia. Nel settembre 2023 i dipendenti degli Apple Store francesi organizzarono uno sciopero nazionale proprio nei giorni del lancio di iPhone 15, chiedendo aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro. La mobilitazione interessò la rete retail francese e venne organizzata per ottenere la massima visibilità in uno dei momenti commercialmente più importanti dell’anno per Apple.
Negli Stati Uniti, invece, il fenomeno ha assunto una forma diversa. Nel 2022 il punto vendita di Towson, nel Maryland, diventò il primo Apple Store americano con dipendenti ufficialmente sindacalizzati. La scelta fu approvata dopo una votazione dei lavoratori e rappresentò una novità assoluta per il retail Apple negli Stati Uniti.
Quel negozio è tornato al centro dell’attenzione nel 2026 quando Apple ne ha annunciato la chiusura. provocando una dura reazione del sindacato IAM, che ha accusato Apple di comportamento antisindacale e ha presentato un ricorso al National Labor Relations Board. Apple ha respinto questa lettura sostenendo di aver applicato le condizioni previste dal contratto collettivo.
Presidi a Milano e Roma
In Italia lo sciopero del 18 settembre durerà per l’intero turno di lavoro e saranno organizzati presidi davanti agli Store di alcune delle principali città italiane.
Tra quelli già annunciati ci sono il flagship Apple Store di Piazza Liberty a Milano e quello di Via del Corso a Roma.
La protesta coinciderà quindi con le prime consegne e con l’arrivo nei negozi di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, presentati pochi giorni prima insieme alle altre novità Apple.
Il nuovo iPhone Duo, invece, seguirà un calendario differente e arriverà successivamente.
Lo sciopero non significa necessariamente che tutti gli Apple Store italiani rimarranno chiusi: l’effetto concreto dipenderà dall’adesione dei lavoratori nei singoli punti vendita. Ma la scelta del 18 settembre garantisce inevitabilmente alla protesta la massima visibilità possibile, proprio mentre nei negozi Apple arriveranno i primi clienti dei nuovi iPhone 18 Pro.













