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Il fondatore di Lenovo Liu Chuanzhi va in pensione

A fine anno Liu Chuanzhi, fondatore di Lenovo, va in pensione. Legend Holding, società madre di Lenovo, gruppo di cui fa parte anche Motorola, ha da poco annunciato il ritiro del suo presidente, giunto alla soglia dei settantacinque anni lo scorso aprile.

La storia di Liu si intreccia con quella di Lenovo trentacinque anni fa: erano i primi anni ‘80 quando, nonostante avesse ottenuto un discreto successo come scienziato informatico, alla soglia dei quaranta si sentiva piuttosto frustrato per la sua carriera. A quel tempo lavorava sulle memorie magnetiche ma mancavano applicazioni pratiche, peggio ancora aveva uno stipendio che non era sufficiente per sostenere la famiglia che si stava per altro allargando.

Quindi un po’ per necessità e un po’ per mancanza di stimoli, insieme ad altri dieci ingegneri e con poco più di 21.000 euro in tasca, fondò quella che al tempo venne chiamata Legend, e che poi divenne Lenovo, all’interno di un ufficio non più largo di 20 metri quadrati.

Ma non fu affatto facile «La cosa peggiore che si potesse fare a quel tempo, come scienziato, era entrare in affari» specialmente perché stiamo parlando della Cina, un paese che all’epoca aveva un’economia già pianificata e con poco spazio per una società come quella che aveva appena creato.

Il fondatore di Lenovo Liu Chuanzhi va in pensione

Fin dall’inizio infatti Liu temeva che la sua compagnia potesse fallire a causa della micro-gestione del governo «Non mi importava che l’investimento fosse piccolo. Per riuscire nell’impresa dovevo però avere il controllo delle finanze, delle risorse umane e del processo decisionale».

Le prime difficoltà incontrate furono legate alla mancanza di familiarità con le pratiche commerciali correlate al mercato, una lacuna dettata dal fatto che i fondatori di Lenovo erano sostanzialmente tutti scienziati e ingegneri, e l’ideologia comunista e anticapitalista del paese, visto che molti intellettuali cinesi ritenevano che il commercio fosse immorale e degradante.

La prima transazione significativa dell’azienda fu un tentativo di importare televisori e fu un totale fallimento, ma non si persero d’animo e l’anno successivo ci riprovarono lavorando al controllo qualità dei computer. Quel che si guadagnò venne subito reinvestito nello sviluppo di un circuito che avrebbe consentito ai PC IBM dell’epoca di elaborare i caratteri cinesi. Era il 1990 e segnò il primo grande successo di Lenovo, che così comincio ad assemblare e vendere computer con il marchio Legend.

La storia dell’azienda fu un alternarsi di alti e bassi dettati anche dal fatto che il team aveva idee diverse riguardo le strade commerciali da percorrere «Eravamo principalmente scienziati e non capivamo il mercato. Abbiamo imparato dai nostri errori, il che era tanto interessante quanto pericoloso».

Il fondatore di Lenovo Liu Chuanzhi va in pensione

Lenovo fu quotata nella borsa di Hong Kong nel ‘94 raccogliendo quasi 30 milioni di dollari, ma fino a quel momento Liu e gli altri fondatori fecero di tutto pur di risparmiare denaro e tenere a galla l’azienda, tra cui camminare per andare a lavoro anziché prendere i mezzi pubblici e organizzare riunioni in stanze d’albergo invece di affittare locali.

Parte del successo dell’azienda si deve alla Hewlett-Packard, definita da Liu una fonte di ispirazione chiave, senza considerare che per più di dieci anni Lenovo è stato uno dei distributori di HP in Cina.

Dalla quotazione in borsa la strada è stata tutta in salita: seguì infatti l’acquisizione di IBM, che portò Liu ad essere il primo amministratore delegato cinese a guidare una grande azienda americana «Avevamo tre seri rischi da dover fronteggiare. Uno: i clienti avrebbero continuato ad acquistare i prodotti? I dipendenti avrebbero continuato a lavorare per noi? Ci sarebbero stati conflitti tra la direzione cinese e quella occidentale?».

Nell’espansione dell’azienda, un’altra sfida chiave per Liu fu l’etica degli affari «All’inizio ero una specie di dittatore e passavo molto tempo a urlare. Se qualcuno arrivava in ritardo alle riunioni lo costringevo a stare in silenzio tutto il tempo», punizione che tra l’altro ebbe l’intelligenza di auto-infliggersi per tre volte quando fu lui ad arrivare in ritardo. Con il tempo comunque la cultura di Lenovo cambiò e parallelamente si ammorbidì anche il suo stile autoritario.

Come dicevamo questo capitolo si è appena chiuso con il suo pensionamento: il fondatore di Lenovo sarà sostituito da Ning Min, altro veterano entrato in Lenovo nel 1991 e che fino a pochi giorni fa ricopriva il ruolo di direttore finanziario. Tutti gli articoli che parlano di Lenovo sono disponibili da questa pagina.

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