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In IBM solo il 5% degli utenti Mac chiede assistenza, quelli PC il 40%

Prima la notizia bomba della collaborazione tra Apple e IBM, ora viene demolito un altro luogo comune: il colosso (ex) dei computer e delle soluzioni IT per antonomasia IBM definisce un successo strepitoso l’adozione dei Mac per i propri dipendenti. Non solo: l’atavica repulsione del mondo business per i computer della Mela (ma forse era vero proprio il contrario) arriva finalmente a fine corsa: Big Blue distrugge in un colpo solo tutti i presunti contro dei Mac impiegati in ufficio e in ambito lavorativo.

Innanzitutto prezzi e costi, inutile nascondersi dietro a un dito: i Mac costano più dei PC ma gli amministratori che gestiscono il parco macchine di migliaia di dipendenti IBM dichiarano che la maggior spesa iniziale si traduce in realtà in un consistente risparmio già nel breve-medio periodo. Chi usa Mac sa che le ragioni sono diverse ma gli amministratori IT IBM snocciolano numeri e percentuali in grado di mettere a tacere anche i più ostinati: solo il 5% dei dipendenti che usano Mac richiede l’assistenza e l’intervento di un amministratore IT, contro ben il 40% dei dipendenti che invece continuano a usare PC Windows. Da sola questa percentuale dice tutto sull’efficacia dei Mac in azienda, sulla affidabilità delle macchine ma soprattutto sulla facilità di configurazione e d’uso.

Per chi segue l’informatica da anni si tratta di una vera e propria rivoluzione: il primo resoconto sull’adozione di Mac, iPhone e iPad da parte di IBM arriva dalla JAMF Nation User Conference che si è svolta a Minneapolis, riportata da AppleInsider. “Ogni Mac che compriamo sta facendo risparmiare soldi a IBM” ha dichiarato Fletcher Previn, vice presidente Workplace-as-a-service di IBM. Nel suo intervento il dirigente della società ha spiegato come i dipendenti che ricevono un nuovo Mac per l’ufficio sono in grado di estrarlo dalla scatola e renderlo operativo, installando tutti i software necessari per le attività, le configurazioni e le licenze, premendo un solo pulsante a schermo e senza mai dover chiamare un sistemista per l’aiuto.

Per chi ha seguito per anni un mondo IT professionale quasi completamente Windows centrico è una rivoluzione copernicana, tanto clamorosa quanto carica di immensi sviluppi futuri. Se IBM che ha sempre snobbato l’universo Apple (e viceversa) commenta così l’esito delle prime, consistenti adozioni, si parla di una base di installato di circa 130mila tra Mac e dispositivi iOS, possiamo solo lontanamente immaginare cosa accadrà per il fatturato Apple quando anche le altre società si accorgeranno dei vantaggi del balzo di piattaforma.

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