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Intel richiama i vecchi ingegneri per tornare protagonista

Non ci sono sono più gli ingegneri di una volta. Questo si sarebbe tentati di concludere apprendendo che Pat Gelsinger, il nuovo CEO di Intel, prima di assumere ufficialmente il suo ruolo (prima ancora di tornare in carica ufficialmente, il prossimo 15 febbraio) passa all’attacco per scuotere l’azienda dalla crisi di prodotti e di mercato che l’attanaglia, e prova a riavvolgere il nastro dei tempi d’oro con l’assunzione dell’ex Intel Senior Fellow Glenn Hinton.

Hinton non è uno qualunque. Ha lavorato per Intel per 35 anni contribuendo come pochi altri al suo successo ad inizio anni 2000. Si è occupato della microarchitettura del Pentium 4 ma è anche è uno dei tre senior architect che si sono occupati del design dell’architettura P6 (una pietra miliare nella storia della Intel) da cui sono derivati Pentium II, Pentium III e Pentium M. È anche è stato tra i promotori dell’architettura Intel Core, tutt’ora il prodotto di punta nel portafoglio di tecnologie dell’azienda.

C’era sempre Hinton, assieme a Ronak Singhal e Per Hammerlund (il primo ancora in Intel, il secondo da cinque anni in Apple), a coordinare il gruppo di studio e sviluppo che nel 2001 face nascere l’architettura Nehalem, uno dei più grandi successi tecnici e di mercato di tutti i tempi per Intel, grazie alla quale l’azienda americana però a compimento il suo dominio sul mercato.

Hinton si è occupato anche della microarchitettura dell’i960, microprocessore RISC diventato popolare all’inizio degli anni novanta come microcontrollore per applicazioni embedded. Vanta più di 90 brevetti a suo nome nell’ambito della progettazione delle CPU.

Hinton non sarebbe del resto il solo ex-Intel architect ad essere stato richiamato in azienda. Diversi altri CPU architect e specialisti che avevano lasciato l’azienda per lavorare con AMD e Apple, sarebbero stati contatti e presentata loro una offerta. Un segno che quel che sta accadendo nel mondo dei processori dove oggi Intel è finita in un angolo schiacciata, incapace di adeguarsi ai nuovi orizzonti fatti di SOC operative su numerose funzioni, caccia ai bassi consumi, miniaturizzazione della circuiteria, dominanza del settore mobile (nel quale recita un ruolo decisamente ininfluente anche dopo la cessione del settore dei processori per 5G), sta preoccupando l’azienda.

Intel richiama ingegneri che aveva mandato in pensione per lavorare su nuove CPU

Tra le questioni che dovrà risolvere Intel, la soluzione di problemi legati ai nodi produttivi a 7nm, la mancanza di prodotti con cui ribattere alle prossime CPU EPYC di terza generazione di AMD e il sempre maggiore interesse di varie aziende nel settore desktop verso l’architettura ARM (l’abbandono delle CPU x86 da parte di Apple è un clamoroso esempio di azienda capace di guardare da tutt’altra parte, senza aspettare Intel).

Pochi giorni addietro Intel ha presentato Alder Lake, processore che vanta un’architettura ibrida in grado di assicurare potenza e scalabilità delle prestazioni, un design che vanta similitudini con il design big.LITTLE di Arm sfruttato da Apple nei suoi chip.

In post sui social media, come riferisce Anandtech,  Hinton fa intendere che il suo compito sarebbe quello di creare “un entusiasmante progetto di CPU ad alte prestazioni”. Rispondendo ai commenti, riferisce che “se non fosse un progetto divertente non sarei tornato”.

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