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Intelligenza artificiale in auto grazie a CarPlay

Seduti in auto potremo chiedere a ChatGPT o Gemini consigli su un ristorante, cercare informazioni su un centro che stiamo attraversando oppure gestire qualcuno dei servizi che i motori di intelligenza artificiale sfruttano per ricerche sul web, sintesi di contenuti e risposte contestuali, senza dover passare dallo smartphone o ricorrere a soluzioni esterne a CarPlay.

È questo lo scenario che si prepara con la prospettata apertura di CarPlay alle app di intelligenza artificiale con controllo vocale di terze parti. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Apple sta lavorando a questa opzione, che potrebbe arrivare nei prossimi mesi.

Se il giornale americano avesse ragione saremmo di fronte a una piccola rivoluzione. CarPlay oggi non consente di usare assistenti vocali diversi da Siri, ma la scelta è sempre più difficile da sostenere mentre gli utenti si abituano a usare servizi AI per richieste complesse, suggerimenti contestuali e informazioni che vanno oltre musica, messaggi e navigazione.

Un’apertura controllata

L’apertura, va detto da subito, non sarà totale. Siri resterà l’unico assistente attivabile con pulsante dedicato o con la parola di richiamo. Le app di terze parti dovranno essere avviate manualmente dall’interfaccia di CarPlay, anche se gli sviluppatori potranno far partire automaticamente la modalità vocale all’apertura dell’app, rendendo l’esperienza più immediata.

Si tratta di un compromesso, ma comunque superiore alle soluzioni usate oggi, come l’uso dei chatbot via vivavoce fuori da CarPlay o la sincronizzazione di scorciatoie dall’iPhone, sistemi scomodi e poco integrati.

Non è difficile leggere questa apertura anche come una risposta alla concorrenza. Su Android Auto Gemini ha già preso il posto di Google Assistant, offrendo un’esperienza vocale più adatta a richieste complesse e conversazionali.

A questo si aggiunge il cambiamento delle abitudini degli utenti, sempre più abituati a usare chatbot come ChatGPT o Gemini per informarsi e prendere decisioni.

In questo contesto, lasciare CarPlay ancorato esclusivamente a Siri rischia di far apparire la piattaforma meno attuale rispetto alle alternative, proprio mentre l’integrazione in auto è diventata un elemento decisivo nella scelta di un modello.

Un altro passo per CarPlay

L’ultimo aggiornamento rilevante di CarPlay è arrivato con iOS 26, che a settembre ha portato widget e la nuova interfaccia Liquid Glass, mentre CarPlay Ultra rappresenta il livello più avanzato dell’integrazione, con il controllo diretto di funzioni dell’auto come clima e sedili.

Si tratta però di una soluzione che procede lentamente e richiede adattamenti specifici per ogni costruttore, restando per ora confinata a pochi modelli, a partire da Aston Martin e con un arrivo previsto anche su almeno un’auto Kia o Hyundai.

Il CarPlay tradizionale resta invece il vero pilastro della piattaforma, ormai considerato indispensabile da molti automobilisti, al punto che anche Tesla, storicamente restia a supportarlo, starebbe lavorando alla sua integrazione.

Nel frattempo Apple lavora anche su Siri. Nel corso del 2025 è atteso un aggiornamento con World Knowledge Answers, una funzione pensata per avvicinare l’assistente a capacità di ricerca e sintesi più simili a quelle dei chatbot. L’apertura a soluzioni esterne, però, suggerisce che Cupertino sia consapevole del divario ancora esistente.

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