iOS contro Android, negli USA Apple domina: è usato da 7 Americani su 10

Negli Stati Uniti non c’è storia: nei dispositivi mobile usati in rete domina Apple iOS contro Android con una media del 65,5%. In alcuni stati la percentuale è ancora maggiore. Safari è il browser più usato ma per molti utenti Facebook è la porta di accesso al web

iOS contro Android, negli USA Apple domina, è usato da 7 Americani su 10

Gli Stati Uniti amano Apple, soprattutto quando si parla di dispositivi mobile: nelle ultime rilevazioni iOS contro Android Apple vince con una media del 65,5%.

Come a dire che quasi 7 Americani su 10 usano dispositivi mobile Made in Cupertino. A Google invece spetta la parte restante del mercato con una quota di mercato del 34,46%.

In alcuni stati la percentuale iOS contro Android risulta addirittura maggiore, per esempio in Alaska iOS è al 77,88% e Android al 22,12%, in Connecticut iOS al 76,94% e iOS al 23,06%, Rhode Island iOS al 75,50% e Android al 24,5%, New York con iOS al 72,57% e Android al 27,43%, mentre in California iOS è al 66,72% e Android al 33,28%.

Con percentuali iOS contro Android che vanno dai due terzi a tre quarti del mercato, come rilevato da Mixpanel, non sorprende che Safari emerga vincitore come browser mobile più utilizzato con una percentuale del 58,06%.

Al secondo posto segue Google Chrome con il 32,48% ma la vera sorpresa è al terzo posto dove troviamo Facebook con l’8,82% del traffico mobile.

Questo significa che per milioni di utenti statunitensi la piattaforma social e il suo browser integrato rappresentano il portale di ingresso, ricerca e navigazione dei contenuti web.

Un cambio significativo nelle abitudini di accesso a Internet che non manca di sollevare qualche preoccupazione tra gli osservatori, sopratutto tenendo in considerazione i vari scandali emersi nel tempo, dai click bait, passando per vere e proprie bufale fino ad arrivare alle fake news.

Fenomeni resi possibili dall’assenza di un controllo umano sulle notizie diffuse tramite social, sostituito da feed generati automaticamente tramite algoritmi, distorsioni che il social di Zuckerberg promette di affrontare e risolvere.