iPhone 2019 senza dazi (per ora), il titolo Apple vola in borsa

Al titolo Apple sono bastati 5 minuti per recuperare il calo in borsa delle ultime settimane. Tutto è iniziato dall’annuncio degli USA sul posticipo dei dazi che salva il lancio degli iPhone 2019

Apple torna a brillare in borsa, punta ancora a mille miliardi di dollari

Per due settimane il titolo Apple ha sofferto in borsa, così come quelli di altre società hi-tech, ma nel giro di 5 minuti la quotazione AAPL è arrivata a toccare un aumento del 5% spinto dall’euforia degli investitori e del mercato alla notizia di iPhone 2019 senza dazi, almeno per la fase di lancio e per i primi mesi di disponibilità dove si concentrano gran parte delle vendite.

L’ottima notizia per Cupertino questa volta non arriva da un tweet di Donald Trump ma da un comunicato emesso dal United States Trade Representative. I nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina annunciati da Trump il primo agosto sarebbero dovuti entrare in vigore a settembre.

Ora però il rappresentate per il commercio dichiara che alcune categorie di prodotto saranno inizialmente escluse, tra queste anche smartphone, computer, portatili e monitor, con dazi che saranno applicati solo dal prossimo 15 dicembre.

iPhone 2019 salvati dai dazi (per ora), il titolo AAPL vola in borsaNon solo: nel comunicato emesso da United States Trade Representative (siglato USTR) si precisa che alcune categorie di prodotto saranno rimosse da quelle soggette ai nuovi dazi in arrivo sulla base di motivazioni legate a «Salute, sicurezza, sicurezza nazionale e altri fattori».

Nel momento in cui scriviamo non è dato sapere se gli smartphone in generale e iPhone in particolare saranno completamente esonerati dai dazi o se invece saranno applicati a partire dal 15 dicembre. L’ufficio governativo pubblicherà al più presto, entro la giornata di oggi, ulteriori dettagli sulle categorie di prodotto interessate dal posticipo, quelle esonerate e quelle che invece saranno interessate dai dazi già a partire dal primo settembre.

Ricordiamo che nel mese di giugno Apple aveva richiesto al USTR di non introdurre dazi sui propri prodotti perché avrebbero causato gravi conseguenze negative non solo per Cupertino ma anche per le casse degli USA.