Apple chiede al governo USA di non introdurre dazi sui propri prodotti

Con una lettera inviata al rappresentante USA per il Commercio, Cupertino chiede di non introdurre dazi sui prodotti Apple. Il messaggio illustra le gravi conseguenze negative che nuove le tariffe avrebbero non solo per Apple ma anche per gli stessi Stati Uniti

Se l’amministrazione Trump e il governo USA decidessero di introdurre nuovi dazi sui prodotti Apple, ci sarebbero gravi conseguenze negative non solo per tutte le principali linee di prodotto di Cupertino, ma un peggioramento del business di Apple sia negli Stati Uniti che a livello globale e, in definitiva, una diminuzione del sostanzioso contributo che ogni anno la multinazionale versa agli USA.

È questo in estrema sintesi il contenuto della lettera che Apple ha inviato al rappresentante USA del Commercio, messaggio in cui il colosso di Cupertino esorta il governo e l’amministrazione Trump a non procedere con la già annunciata introduzione di nuovi dazi e tariffe che con una imposta del 25% andrebbero a colpire praticamente tutte le categorie di prodotti in cui Apple opera.

Nel testo la società non precisa se con l’introduzione dei dazi sui prodotti Apple questi aumenteranno di prezzo, quindi colpendo gli utenti finali, o se invece il maggior costo verrà preso in carico da Apple incidendo sui profitti.

Apple chiede al governo USA di non introdurre dazi sui propri prodottiIl messaggio però elenca che i dazi sui prodotti Apple colpirebbero iPhone, iPad, Mac, AirPods, Apple TV ma anche batterie e parti di ricambio per la riparazione dei prodotti negli USA. Non sono esenti nemmeno gli accessori per tutti i prodotti elencati, inclusi monitor e tastiere.

La lettera prosegue elencando gli ingenti contributi di Apple all’economia USA, sia in termini di occupazione ma anche sotto forma di tasse e imposte versate. Nel Paese a stelle e strisce Apple calcola di aver creato complessivamente oltre 2 milioni di posti di lavoro, includendo i dipendenti diretti, quelli presso le società partner per produzione e vendite, più gli sviluppatori della app economy.

Cupertino ricorda che nel 2018 ha promesso di contribuire all’economia USA complessivamente per oltre 350 miliardi di dollari in un periodo di 5 anni, impegno che la società sta mantenendo con la propria tabella di marcia. Apple sottolinea che è il più grande contribuente del fisco USA tra le multinazionali e che, oltre a questo, versa miliardi di dollari in tasse locali per la proprietà, tasse e imposte sulle vendite, per i dipendenti e altre ancora.

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Per tutte queste ragioni nuovi dazi sui prodotti Apple si tradurrebbero in una riduzione della capacità di competere di Cupertino nel mercato statunitense e anche a livello globale, in definitiva non solo avvantaggiando i concorrenti cinesi e internazionali, ma anche riducendo il contributo economico di Apple agli USA.

Le tensioni crescenti tra USA e Cina e la minaccia di nuovi dazi hanno spinto Apple a valutare piani per spostare parte della sua produzione fuori dalla Cina.