Jawbone accusa di spionaggio suoi ex dipendenti assunti da Fitbit

Di nuovo scintille tra Jawbone e Fitbit. La prima accusa dipendenti dell'altra di avere avere rivelato segreti industriali, operazioni fondamentali per la realizzazione di prototipi della rivale.

Jawbone vs Fitbit

Nel 2015 Jawbone ha portato in tribunale la rivale Fitbit, accusandola di avere “sistematicamente depredato dipendenti”, tecnici che avrebbero svelato alla concorrenza “segreti commerciali e proprietà intellettuali”.

Sei ex e attuali membri di Fitbit sono ora accusati di nuovo di avere rivelato segreti industriali, operazioni fondamentali per la realizzazione di prototipi della rivale Jawbone.

Stando a quanto riportato nell’atto di accusa depositato presso il Tribunale distrettuale della California del Nord, i sei dipendenti in questione hanno lavorato in passato per Jawbone e sono stati in seguito assunti da Fitbit. Secondo quanto asserito nel procedimento, queste persone avrebbero fornito all’azienda rivale informazioni di ricerca & sviluppo confidenziali di Jawbone.

L’accusa, scrive TheRegister, asserisce che tra marzo 2015 e aprile 2015, Katherine Mogal, Ana Rosario, Patrick Narron, Patricio Romano, Audrey Zhang e Gee Weiden, hanno dato le dimissioni per lavorare con Fitbit.

Il gruppo avrebbe violato accordi di riservatezza, portando alla concorrenza copie di studi di mercato e riferimenti quali costi e nomi dei fornitori, specifiche di progettazione di nuovi prodotti e presentazioni finanziarie interne.

Tra i presunti segreti industriali rubati, nei documenti in tribunale si cita la progettazione delle cuffie “Heisenberg”. Narron e Romano avrebbero avuto tra le mani documenti di Fitbit con il design e le specifiche hardware di questo prodotto non rilasciato. Altri documenti sottratti includerebbero profili di ricerca dettagliati sulla clientela di Jawbone e previsioni riguardanti utili e perdite.

L’accusa non è nuova e già nel 2015 Jawbone aveva accusato Fitbit per il furto di segreti commerciali. A dicembre del 2016 era stata chiamata in causa l’International Trade Commission (ITC); a dicembre dello scorso anno le due aziende avevano deciso di trovare un accordo ma evidentemente non si è arrivati alla soluzione della controversia. Fibit evidenzia che l’azienda stessa non rientra nel ricorso e che è stata già scagionata dalle accuse dall’ITC.

Jawbone ha chiuso le attività legate agli indossabili nel 2017 e il nome continua a essere attivo nella speranza di un rilancio legato al mondo dei dispositivi medicali. Fitbit aveva perso appeal e mercato e in borsa e una grossa percentuale del valore, in particolare dopo la rivelazione che i nuovi prodotti non generavano una domanda tale da fare prevedere un aumento dei ricavi. Le speranze sono ora riposte nel Fitbit Versa, dispositivo che sembra aver debuttato col piede giusto sul mercato, con spedizioni che all’inizio del mese pare ammontino già a oltre un milione di unità.