Il Kevlar in medicina sfruttato per ricreare la cartilagine articolare

Ricercatori dell'Università del Michigan (USA) e della Jiangnan University (Cina) hanno sviluppato un idrogel basato su una fibra sintentica che vanta grande resistenza meccanica alla trazione e che potrebbe essere sfruttato alla stregua della cartilagene naturale.

Non sempre è facile guarire le lesioni al ginocchio o altre che possono capitare alle articolazioni ma un aiuto potrebbe arrivare da un tessuto cartilagineo artificiale in Kevlar, utilizzabile alla stregua di un tessuto connettivo di sostegno specializzato e simili capacità di solidità, flessibilità e di deformarsi limitatamente.

Ricercatori dell’Università del Michigan (USA) e della Jiangnan University (Cina) hanno sviluppato un idrogel basato sul Kevlar – una fibra sintetica aramidica inventata nel 1965 da Stephanie Kwolek, ricercatrice della DuPont – che vanta grande resistenza meccanica alla trazione e che potrebbe essere sfruttata alla stregua di cartilagine naturale.

Michigan News spiega che si tratta di una rete di nanofibre di Kevlar con alcol polivinilico in grado di assorbire a riposo l’acqua, come fanno le cellule che hanno il compito di produrre la sostanza fondamentale del tessuto elastico naturale, e allo stesso tempo di salvaguardare i normali rapporti tra le articolazioni, proteggendo le superfici articolari dall’usura e garantendo il movimento senza attrito.

L’idea potrebbe essere un aiuto nei casi in cui è necessario rigenerare la cartilagine lesa, permettendo ad esempio di intervenire su lesioni post-traumatiche che si verificano dopo un incidente. Sono necessarie ancora varie fasi di studio ma i ricercatori sperano di riuscire a brevettare la sostanza e individuare aziende in grado di trasformare il tutto in realtà.

Al momento i metodi per rigenerare la cartilagine lesa variano dalle tecniche di rigenerazione tramite trapianto (come la Mosaicoplastica, una procedura che utilizza la cartilagine del paziente stesso, praticando un vero e proprio trapianto), alle tecniche di riparazione basate sulla stimolazione dell’osso, ma non sempre è possibile intervenire arrivando a patologie cui si può porre rimedio solo mediante protesi o con interventi diretti sulle ossa.