La Clinton beve sangue e altre domande assurde del Congresso al Ceo di Google

«Perché cercando la parola "idiota" tra le immagini esce quella di Donald Trump?». Tra le domande più bizzarre alle quali Sundar Pichai, Ceo di Google, ha dovuto rispondere nella sua prima testimonianza al Congresso, anche una riguardante assurde teorie complottiste

Sundar Pichai, CEO di Google. Foto: AP
Sundar Pichai, CEO di Google. Foto: AP

Tra le domande più bizzarre alle quali pochi giorni addietro Sundar Pichai, Ceo di Google, ha dovuto rispondere in occasione della sua prima testimonianza al Congresso, una ha riguardato Donald Trump «Perché cercando la parola “idiota” tra le immagini esce quella del Presidente?».

Pichai ha anche dovuto spiegare a un senatore repubblicano che iPhone è “prodotto da una diversa azienda” ma la domanda più bizzarra è stata quella di Jamie Raskin, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Maryland che, con in mano una copia di The Washington Post, ha citato un articolo nel quale si faceva riferimento a una assurda teoria del complotto che circola su YouTube secondo la quale Hillary Clinton avrebbe bevuto il sangue di una ragazzina.

Si tratta di una variante dell’altra assurda teoria complottista nota come Pizzagate che due anni fa ha portato un uomo a sparare in una pizzeria di Washington, alla ricerca dei bambini che credeva fossero considerati schiavi del sesso dai leader del Partito Democratico. I complottisti che credono nel Frazzledrip affermano che Hillary Clinton e la collaboratrice Huma Abedin avrebbero aggredito sessualmente una ragazza e bevuto il suo sangue.

Sundar Pichai
Sundar Pichai

Nell’articolo del Washington Post si parla di alcuni filmati nei quali si fa riferimento alla teoria del complotto “Frazzledrip”, visualizzati da milioni di persone. Di 16 filmati di questo tipo presenti su YouTube solo uno è stato rimosso per violazioni delle policy della piattaforma di condivisione video. Nel filmato rimosso si vedevano immagini di “un corpo di un bambino immobilizzato su un tavolo” e la Clinton rappresentata con “denti canini e bocca insanguinata”.

Le policy di YouTube non prevedono la rimozione di video che promuovono informazioni false o errate ma può intervenire in caso di grafica o filmati che mostrino contenuti violenti o incitamento all’odio.

Citando parole prese da uno dei filmati, riferisce Businessinsider, il membro della Camera dei Rappresentanti ha chiesto «Quali sono le policy della vostra azienda in merito a tutto questo? State provando ad affrontare la questione?». Il CEO di Google ha preso la domanda alla larga, evitando di rispondere alle bizzarrie sollevate nel video che illustra la teoria complottista Frazzledrip ma ha riconosciuto che YouTube deve fare di più per affrontare il problema della disinformazione.

«Siamo costantemente impegnati nell’affrontare la disinformazion» ha dichiarato il CEO di Google. «Abbiamo previsto specifiche clausole e compiuto notevoli progressi in molte aree negli anni passati, come ad esempio, quelle del terrorismo, la sicurezza dei minori e così via», promettendo che si sarebbe occupato dello specifico caso sollevato da Raskin.

Il problema di YouTube è capire in che modo bilanciare la libertà di parola con la necessità di proteggere gli utenti da propaganda e contenuti falsi. Ogni minuto sulla piattaforma vengono caricate 400 ore di video, ha spiegato Pichai, e prevedere funzionalità di controllo preventivo non è per nulla facile.

«Ritengo sia nostra responsabilità assicurarsi che YouTube sia una piattaforma per la libertà di espressione ma abbiamo anche la responsabilità di contribuire positivamente alla società» ha spiegato ancora. «Riconosco che vi è ancora molto lavoro da svolgere. La nostra crescita comporta anche maggiore responsabilità. Siamo impegnati a fare meglio, investendo maggiormente in quest’area».