La Commissione europea vuole prodotti più facili da riparare

Garantire che i consumatori usufruiscano di prodotti duraturi e di alta qualità e che possano essere facilmente riparati. Il Parlamento europeo spinge per prodotti con un ciclo di vita più lungo dell’attuale, in particolare per contrastare la cosiddetta "obsolescenza programmata" di hardware e software.

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“La Commissione, gli Stati membri e i produttori dovrebbero garantire che i consumatori usufruiscano di prodotti duraturi e di alta qualità e che possano essere facilmente riparati”. A questo scopo il Parlamento vuole promuovere prodotti con un ciclo di vita più lungo dell’attuale, in particolare per contrastare la cosiddetta “obsolescenza programmata” di hardware e software. Tra le raccomandazioni approvate:

  • l’introduzione di un “criterio di resistenza minima” per ciascuna categoria di prodotti fin dalla fase di progettazione;
  • garanzia estesa qualora la riparazione durasse più di un mese;
  • incentivi adeguati da parte degli Stati membri per promuovere prodotti durevoli, di elevata qualità e riparabili, incoraggiando la riparazione e la vendita di seconda mano – ciò potrebbe inoltre favorire la creazione di posti di lavoro e la riduzione dei rifiuti;
  • favorire la possibilità di recarsi presso un riparatore indipendente: dovrebbero essere scoraggiate le soluzioni tecniche, di sicurezza o i software che impediscono la riparazione al di fuori dei circuiti autorizzati;
  • i componenti essenziali come batterie e LED non dovrebbero essere fissati nei prodotti, tranne per ragioni di sicurezza, per facilitarne il ricambio;
  • i pezzi di ricambio essenziali per il corretto e sicuro funzionamento dei prodotti dovrebbero essere disponibili “ad un prezzo commisurato alla natura e alla durata di vita del prodotto”, e
  • una definizione a livello UE di “obsolescenza programmata” e un sistema in grado di testare e rilevare l’obsolescenza incorporata nei prodotti, insieme con “adeguate misure dissuasive per i produttori”.
    Il Parlamento ha invitato la Commissione a considerare “un’etichetta europea volontaria” che indichi, in particolare: la durabilità, la progettazione ecocompatibile, le possibilità di modulazione dei componenti per accompagnare il progresso del prodotto e la riparabilità.
  • Per garantire una migliore informazione al consumatore, i deputati hanno proposto anche la creazione di “un contatore dell’uso” per i prodotti di consumo più pertinenti, in particolare i grandi elettrodomestici.

Secondo l’Eurobarometro del 2014, il 77% dei cittadini europei preferirebbe riparare i propri beni anziché acquistarne di nuovi, ma alla fine è spinto a sostituirli o a disfarsene a causa dei costi e dei servizi di riparazione.

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